Fermo di 48 ore delle attiviste colombiane per la pace all’aeroporto Charles de Gaulle: la denuncia delle associazioni

il: 22 maggio 2018

Fermo di 48 ore delle attiviste colombiane per la pace all’aeroporto Charles de Gaulle : la denuncia delle associazioni impegnate per la difesa dei diritti umani in Colombia e nel mondo

Nell’ambito della serie di incontri per la rassegna “Donne per una pace bene comune”, previsti a Roma e Trento fino al 4 di giugno per visibilizzare anche in Italia la situazione della violazione dei diritti umani ed ambientali in Colombia, denunciamo con forza il trattenimento arbitrario delle due attiviste per la pace Nidiria Ruiz Medina e Magola Aranda all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi dal 17 al 19 di giugno, ora rilasciate dopo 48 ore di fermo.

Nidiria e Magola sono state invitate in Italia dall’associazione Yaku per una serie di incontri che coinvolgono il MAE – commissione America latina, la Provincia Autonoma di Trento, il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, l’Università di Trento – Facoltà di Sociologia, il Centro per la Cooperazione Internazionale, la Casa Internazionale delle Donne di Roma; nonché associazioni, gruppi e l’OltrEcononomia festival.

Dalla Colombia in transito a Parigi per arrivare a Roma le due attiviste sono state fermate senza nessuna ragione valida, private dei telefoni e dei bagagli, divise e costrette in una stanza insieme ad altri 70 cittadini, quasi tutti di provenienza latinoamericana. Il giorno dopo avrebbero dovuto tenere la loro prima conferenza a Roma nell’ambito dei seminari organizzati dal Centro Studi Difesa Civile e Centro Diritti Umani dell’Università di Padova su “Il ruolo delle donne nella difesa del territorio e nel processo di pace. Il caso Colombia”, alla Casa Internazionale delle Donne.

Dopo aver subito un trattamento indegno – commenti sessisti e razzisti, intimidazioni, impossibilità di comunicare con l’esterno se non grazie ad un telefono messo saltuariamente a disposizione della Croce Rossa – e la minaccia costante di essere rimpatriate di lì a poche ore, Nidiria e Magola sono state rilasciate nel cuore della notte a Parigi.

Solo grazie alla tempestiva reazione delle avvocatesse dell’associazione francese Anafè e di PBI France; l’appoggio delle istituzioni trentine, dell’Università di Trento, del MAE Italiano e le pressioni agite anche attraverso il Consolato colombiano a Bogotà dalla Commissione de Justicia y Paz Colombia, alle due cittadine colombiane è stato permesso di arrivare in Italia. “Per tutto il tempo siamo state consapevoli di quello che ci stava succedendo – hanno detto – anche perché sappiamo da che parte della Colombia veniamo (provengono dai territori in conflitto del Bajo Naya e del Putumayo) e sappiamo che essere attiviste per la pace è un carico scomodo da portare per il Mondo”.

Di quasi 70 fermati, sono state le uniche – insieme ad un cittadino brasiliano – ad essere rilasciate. Nonostante i passaporti, la documentazione necessaria per dimostrare la loro partecipazione agli incontri. Nonostante il loro profilo di attiviste comunitarie  per la pace. Nonostante soprattutto il fatto che siano due persone e di conseguenza, si suppone libere di potersi muoversi nel mondo, la Fortezza Europa le ha bloccate e maltrattate.

Lo denunceremo negli incontri pubblici che da oggi al 4 giugno terremo in Italia. Combatteremo contro questo trattamento che è simbolo e sostanza di come le politiche sociali ed economiche stiano svilendo i diritti umani. E continueremo a lavorare – insieme a Nidiria, a Magola e alle tante donne attiviste per la Pace – perché non esistano più discriminazioni di questo tipo.

IL PROSSIMO INCONTRO CON NIDIDRIA, MAGOLA E IL PRESIDENTE DI JUSTICIA Y PAZ COLOMBIA SARA’ IL 23 MAGGIO A TRENTO QUI LE INFO

GLI ALTRI APPUNTAMENTI DELLA VUELTA “DONNE PER UNA PACE BENE COMUNE”

Roma, 21 maggio 2018

Associazione Yaku Onlus