Il Messico si impegna a proteggere i difensori dell’ambiente con l’accordo di Escazù.

il: 19 novembre 2018

Il  cancelliere  Luis  Videgaray  ha  firmato  l’accordo  a  nome  del  governo  messicano 


CITTA` DEL  MESSICO  –  Con  la  firma  dell’accordo  di  Escazù,il  Messico,  principale luogo  di  aggressioni  nei  confronti  dei  difensori  ambientali,  si  è  esposto  nel  garantire  maggiore  giustizia  in  materia  di  diritto  ambientale,  sia  nel  proteggere  gli  attivisti,  sia  nell’assumere  ed  implementare  azioni  e  provvedimenti  appropriati  “per  prevenire,  investigare  e  sanzionare  attacchi,  minacce  e  intimidazioni”  nei  loro confronti.
Secondo  il  Centro  Mexicano  de  Derecho  Ambiental  (CEMDA),  nel  periodo  da  luglio  2016  al  dicembre  2017,  sono  stati  assassinati  in  Messico  29  difensori  ambientali  e  sono  state perpretate  oltre  88  aggressioni  contro  circa  240  attivisti,  10  organizzazioni  e  30  comunità  di  contadini  e  indigene.
In  accordo  con  il  report  del  CEMDA,  nella  maggior  parte  dei  casi  di  aggressione  gli  esecutori  delle  violenze  erano  agenti  o  uomini  di  Stato,  i  quali  attaccarano  coloro  i  quali  si  opposero  alla  costruzione  di  alcuni  progetti  definiti  di  “sviluppo  del  territorio”,  soprattutto nello  Stato  del  Messico,  Oaxaca,  Puebla,  Chiapas  e  Sonora.    L’Accordo  di  Escazù,  promosso  dalla  Comision  Economica  para  America  Latina  y  el  Caribe  (CEPAL),  è  stato  definito  dalla  Oficina  en  Mexico  del  Alto  Comisionado  para  los  Derechos  Humanos  (ONUDH)  come  “trascendentale”,  in  quanto  si  tratta  del  “primo  trattato  internazionale  che  riconosce  i  difensori  dei  diritti  umani  e  che  genera  degli  obblighi  specifici  per  i  paesi  firmatari  riguardo  al  dovere  di  proteggere  chi  affronta  rischi  a  causa  della  lotta  per  la  salvaguardia  dell’ambiente”.    L’ONUDH  sottolinea  come  “il  riconoscimento  del  lavoro  svolto  da  questi  difensori  e  la  loro  protezione  risulti  essere  importante  in  una  regione  così  tanto  marcata  da  aggressioni  e  violenze  contro  le  persone  che  difendono  l’ambiente”.
L’America  Latina  è  la  regione  più  pericolosa  al  mondo  per  quanto  riguarda  la  difesa  dell’ambiente:  nell’anno  appena  trascorso  almeno  116  attivisti  ambientali  sono  stati  assassinati  “per  aver  contestato  apertamente  il  governo  e  le  imprese  che sottraevano ingiustamente le  loro  terre  e  per  aver  denunciato  le  pratiche  corrotte  ed  ingiuste  che permettono queste azioni”,  riporta  l’organizzazione  Global  Witness.

Il  CEMDA  ha  inoltre  riportato  come  in  Messico  i  progetti  che  hanno  più  generato  violenza  sono  quelli  principalmente  relazionati  con  le  miniere,  con  l’infrastruttura,  l’industria  idroelettrica  ed  energetica,  lo  sviluppo  immobiliare,  la  semina  transgenica  e  l’abbattimento  clandestino  dei  boschi.

Obblighi  e  clausole  
L’accordo  di  Escazù  obbliga  gli  stati  a  creare,  rendere  fruibile  ed  a  diffondere  in  maniera  proattiva  e  proficua  materiale  di  carattere  informativo  sull’ambientale  e  a  garantire  a  tutti  i  popoli  indigeni  l’accesso  alla  documentazione  tradotta  nella  propria  lingua.  Introduce  però  anche  alcuni  limiti  alla  libertà  di  diffusione  dell’informazione,  giustificati  in  parte  da  ambigui  concetti  come  quello  che  vuole  la  divulgazione  come  un  qualcosa  che  “influenza  negativamente  la  sicurezza  sia  nazionale  che  pubblica,  inclusa  la  difesa  del  paese”  o  in  grado  di  “generare  un  rischio  o  un  danno  significativi  nell’esecuzione  della  legge  o  nella  prevenzione,  nell’indagine  e  nella  persecuzione  dei  delitti”.
Il  preambolo  del  testo  afferma  che  “partendo  da  un  punto  di  vista  basato  sui  diritti,  si  riconoscono  i  principi  democratici  fondamentali  e  l’obiettivo  è  quello  di  affrontare  alcune  delle  sfide  più  importanti  ed  impegnative  della  regione:  il  flagello  dell’ineguaglianza  ed  il  profondo  radicamento  della  cultura  del  privilegio”.
Infatti,  in  America  Latina  il  10%  della  popolazione  è  ricca  e  possiede  il  71%  della  ricchezza  totale,  mentre  il  99%  della  terra  è  in  mano  all’1%  dei  proprietari  terrieri.  Secondo  un  documento  redatto  da  Oxfam  nel  luglio  2016,  le  tre  persone  più  ricche  del  subcontinente  ottennero  le  loro  fortune  grazie  alle  miniere,  un  settore  favorito  dalle  concessioni  e  dagli
sgravi  fiscali  dello  stato.
Nel  gennaio  2017,  Michel  Forst,  il  relatore  incaricato  dalle  Nazioni  Unite  di  redigere  un  report  riguardo  alla  situazione  vissuta  dai  difensori  dei  diritti  umani  in  Messico,  ha  dichiarato  che  quelli  più  soggetti  a  violenze  ed  a  criminalizzazioni  sono  i  difensori  dei  diritti  dei  popoli  indigeni  e  dei  diritti  alla  terra,  all’acqua  e  alla  protezione  dell’ambiente.
Forst  ha  infatti  dichiarato  che  “questo  accade  spesso  in  un  contesto  di  mega  progetti  in  ambito  estrattivo,  energetico  e  di  grandi  opere.  In  diverse  occasioni  i  difensori  mi  raccontarono  di  come  le  valutazioni  sull’impatto  ambientale  dei  progetti  non  vengano  rese  disponibili  alle  comunità  interessate”.  Ha  inoltre  aggiunto  “che  la  preoccupazione  maggiore  sta  nella  crescita  dei  conflitti  relazionati  alla  protezione  dei  diritti  riguardanti  la  terra  e  l’ambiente,  in  quanto  la  discussione  sul  modello  di  sviluppo  e  di  sostenibilità  da  utilizzare  non  viene  condivisa  e  accordata  con  le  comunità  interessate  in  prima  persona  da  questi  nuovi  e  grandi  progetti”.
All’entrata  in  vigore  dell’accordo  di  Escazù  manca  solo  la  ratifica  del  Senato  della  Repubblica.  La  ONUDH  si  è  resa  disponibile  ad  aiutare  il  governo  messicano  con  la  propria  assistenza  tecnica  per  garantire  la  piena  implementazione  del  testo.


CREDIT: https://www.proceso.com.mx/553036/mexico-se-compromete-a-proteger-a-defensores- ambientalistas-mediante-el-acuerdo-de-escazu