VISION AMAZONIA: COMBATTENDO LA DEFORESTAZIONE IN COLOMBIA CON L’APPOGGIO TEDESCO.

il: 19 novembre 2018
Ogni 6 novembre si celebra la giornata mondiale per la prevenzione allo
sfruttamento dell’ambiente nelle situazioni di guerra e conflitto armato. In Colombia
il post conflitto ha provocato l’aumento di questo fenomeno.

Secondo il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (PNUMA), almeno il 40% dei conflitti interni registrati negli ultimi 60 anni hanno avuto una relazione con lo sfruttamento delle risorse naturali, sia per quanto riguarda il loro valore, come per il legno, i diamanti, l’oro, i minerali o il petrolio, sia per la loro scarsità, come la terra fertile e l’acqua. Per questo momento, ogni 6 novembre si celebra il giorno mondiale per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente nella guerra e nei conflitti armati. In Colombia, la fine del conflitto armato ha provocato un’altra vittima: l’aumento della deforestazione. Dopo la firma degli accordi di pace la deforestazione è duplicata invece che ridursi.

Questo è l’obiettivo di Vision Amazonia, un’iniziativa che vuole ridurre le emissioni originate dalla deforestazione  nell’Amazzonia colombiana, proteggere i boschi, sviluppare e promuovere un uso sostenibile delle risorse naturali e potenziare ed aiutare le comunità locali ed i popoli indigeni.
L’iniziativa conta con l’appoggio finanziario di Germania, Norvegia e Regno Unito.
Nella riunione delle Nazioni Unite riguardante il clima, tenutasi a New York nel 2014, questi tre paesi europei, insieme alla  Colombia, si allearono e accordarono per un sistema di “pago por resultados” per la riduzione delle emissioni per la deforestazione ed il deterioramento REDD+ Early Movers (REM). In pratica tratta di un aiuto ufficiale per la promozione e l’implementazione di azioni per lo sviluppo da parte del governo tedesco in appoggio ai pionieri della protezione dei boschi e del clima.
A causa della complessità e della genuinità di questo programma, servirono oltre due anni di negoziazione per poter iniziare, afferma Jose Yunis, coordinator di Vision Amazonia. “E’ un fondo gestito da molti donatori, una cooperazione intereuropea con
la Colombia. Non ci sono altri programma di questo tipo, almeno per quanto riguarda l’ambiente” dichiarò sempre Yunis, sottolineando che la firma dell’accordo si ebbe a febbraio 2016. “Le risorse iniziarono ad arrivare a luglio 2016”, ricordò.
Questo capitale è proporzionato e pensato in funzione della riduzione delle emissioni prodotte scaturita dall’abbassamento del livello di deforestazione nella foresta amazzonica colombiana, area che contiene più di 40 milioni di ettari di bosco. In questo modo, tenendo in considerazione la riduzione delle emissioni nel periodo dal 2013 al 2017, i tre paesi donatori si dichiarano disposti a donare circa 100 milioni di dollari fino al 2020, data fissata per il raggiungimento della deforestazione zero.Sette municipi amazzonici concentrano quasi la metà della perdita di bosco del paese (49,1%). Nel 2017 tutti soffrirono un incremento della superficie deforestata del 100% in più rispetto al 2016.
Dopo la firma dell’accordo di pace aumentarono però i tassi di deforestazione, “come in tutti I paesi che hanno vissuto una situazione di post conflitto”, assicura Yunis. “Ilpost conflitto non è una eventualità qualsiasi”, segnalò denunciando l’aumento
straordinario di 140.000 ettari deforestati solo nel 2017. “Siamo preoccupati delle cifre, nel 2017 si duplicò la cifra dell’anno precedente”.
Questo aumento provocò il posticipo della data di raggiungimento dell’obiettivo “zero deforestazione” dal 2020 al 2030. Anche se nel 2013 e 2014 il numero di ettari deforestati diminuì, a partire dal 2016 si registrò un ulteriore allarmante aumento.
“C’è molta pressione da parte dei donatori per il raggiungimento di risultati. Sono preoccupati” dichiarò sempre Yunis.
Considerando che non si conoscono ancora i risultati del 2018, i quali potrebbero avvicinarsi a quelli registrati nel 2017, il coordinatore di Vision Amazonia ha ritenutodoveroso ricordare come il post conflitto sia un fenomeno complesso, nel caso
colombiano segnato da 60 anni di lotta e con molteplici fattori che gli giocano contro, come la vastità del territorio o le coltivazioni illegali. Inoltre ha sottolineato come le emissioni del paese non siano solo frutto della deforestazione con il conseguente
incendio dei boschi, ma anche di altri settori, per esempio i trasporti.
“Non saremo noi la generazione che perderà l’Amazzonia”, assicurò Yunis, aggiungendo che esistono già nuove normative per cercare di affrontare questa crisi.
“Si è creato un comitato nazionale di lotta contro la deforestazione e sono stati implementati provvedimenti locali e regionali, come proibire le motoseghe”. Inoltre aggiunge che “gli sforzi nazionali per conservare il patrimonio amazzonico già ci sono da vari anni, come per esempio la costituzione dei parchi naturali nazionali come quelli di La Macarena e il Chiribiquete o l’esistenza di un capitolo interamente dedicato alla Amazonia nel Piano nazionale per lo sviluppo”.


Credit: https://www.dw.com/es/visi%C3%B3n-amazon%C3%ADa-combatiendo-la-
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