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Tutti insieme alla “Forza delle Donne Wayuu”

SOLIDARIETA’ ALL’ATTIVISTA COLOMBIANA ANGELICA ORTIZ DI  FUERZA DE MUJERES WAYUU A BREVE OSPITE A ROMA E TRENTO E In difesa di Wounmainkat (la terra)  di Wuinkat (dell’acqua)  di   Kataa o’ui (della vita)  e  di Anajirra A’in (la Pace)  Yaku e OltrEconomia festival, quest’anno dal 29 maggio al 2 giugno dedicato a “Terre di Disobbedienza” esprimono piena solidarietà all’attivista colombiana di etnia Wayuu Angelica Ortiz, rappresentante dell’associazione Fuerza Mujeres Wayuu, per le minacce ricevute nei giorni scorsi da gruppi paramilitari identificati come Aguilas Negras. Il grave fatto è stato denunciato dalla stessa associazione colombiana, attiva per

La «Forza delle donne Wayúu» contro la maxi miniera di carbone

Da Il Manifesto del 16 maggio Angélica Ortiz è un’attivista colombiana del Movimento Fuerza de Mujeres Wayúu. Proviene dalla Guajira, regione settentrionale della Colombia, dove è attiva una delle più grandi miniere di carbone a cielo aperto del mondo, quella del Cerrejon (69mila ettari). Proprio dal Cerrejon, gestita da Glencore, BHP Billiton e Anglo American, arriva la maggior parte del carbone importato in Europa dalla Colombia. Ci racconti un po’ della tua organizzazione? La Fuerza de Mujeres Wayúu nasce nel 2005, durante il conflitto

Acqua: dov’è la legge?

Esattamente un anno fa veniva ripresentata la proposta di legge sull’acqua pubblica alla Camera. Un testo che viene da lontano, figlio della legge d’iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e sottoscritta in centinaia di banchetti da oltre 400 mila cittadini. La proposta di legge è stata finora presentata col sostegno di parlamentari di differenti forze politiche in 4 differenti legislature e in quella attuale ha come firmatari un ampio numero di eletti nel Movimento 5 Stelle. Una legge, il cui percorso

“Mujeres adelante liberación! Juntas haremos la historia vámonos!”

“Le donne non avranno altri diritti di quelli che si saranno conquistati”, ritorno dalla Colombia con tanta consapevolezza in più  Michela Lonardi e Marzia Deflorian sono due studentesse trentine che assieme alla delegazione di Yaku sono state in Sud America nell’ambito del Progetto di Interscambio “Donne per una Pace Bene Comune fra Italia e Colombia”. Ecco il bilancio di un viaggio straordinario che le ha messe a confronto con il nuovo femminismo  Pubblicato il – 25 febbraio 2019 – 19:27 Condividi TRENTO. Si è concluso il nostro viaggio in

Wayuu, l’emergenza umanitaria che i sostenitori di Guaidó non vedono

Da Il Manifesto del 27 febbraio 2019 di Francesca Caprini «Guaidó sta facendo parecchi errori strategici, e il suo piano non sta funzionando. Uno di questi è lo stratagemma degli aiuti umanitari. Non dico che in Venezuela non ci sia una situazione critica, ma lanciare una “operazione umanitaria” da uno dei territori più poveri della Colombia è indecente» È il medico e giornalista colombiano Víctor de Currea-Lugo, incontrato a Bogotà e autore dell’omonimo blog, a raccontare «il cavallo di troia» degli

È ora di sbloccare la cooperazione internazionale

Con le delibere del 21 dicembre scorso la nuova Giunta provinciale ha sospeso la presentazione delle domande per Progetti di cooperazione internazionale ed Educazione alla cittadinanza globale, nonché alcuni progetti in avanzato stato di approvazione con destinatari in Brasile, in Africa sub-sahariana e in Trentino, sollevando molta preoccupazione fra gli organismi trentini. A distanza di due mesi da tali decisioni, il 20 febbraio è stata finalmente concessa un’occasione di dialogo fra le organizzazioni di cooperazione e volontariato internazionale e politica, grazie

Le donne vittime del conflitto colombiano chiedono la pace

Sono Luz Marina Cuchumbe e Jani Silva, lideresas e vittime del conflitto in Cauca e Putumayo, ad esprimere la maggiore preoccupazione per l’acutizazione della violenza nei territori colombiani, e per la decisione del presidente Ivan Duque di far saltare il dialogo di pace con l’ELN. Le due donne hanno chiesto che si continui a cercare la negoziazione per la fine del conflitto. Luz Marina l’abbiamo incontrata nei giorni scorsi nell’ambito degli incontri previsti dal progetto di intercambio “Donne per una pace

Comunicato sull’attentato di Bogotà

COMUNICADO A LA OPINIÓN PÚBLICA “Pero Dios vió sus sufrimientos y escuchó sus gritos de dolor…” Exodo 2:24 Condenamos el atentado y animamos la paz para Colombia Bogotá, 18 de enero de 2019.- Rechazamos y condenamos el atentado ocurrido el día de ayer 17 de enero de 2019 en la Escuela de Cadetes de Policía General Santander (Bogotá), en el que murieron 21 personas y otras 68 resultaron heridas y expresamos nuestra solidaridad con sus familiares. Como sectores de iglesias hacemos

Attentato a Bogotà. 21 morti e oltre 60 feriti

COMUNICATO STAMPAPoche decine di minuti fa – alle 9.30 della mattina, ora locale – a Bogotà un attentato che non è stato ancora rivendicato ha fatto esplodere un carro bomba all’interno della Scuola di Polizia Santander nella zona sud della città. 21 i morti, tutti cadetti della polizia, 64 i feriti fino ad ora accertati. Il presidente Ivan Dunque, in visita nel Sud del Paese, sta tornando nella capitale. Oggi era prevista una manifestazione nazionale chiamata dagli studenti universitari delle principali

Attentato a Bogotà. Otto morti e 41 feriti.

Poche decine di minuti fa – alle 9.30 della mattina, ora locale – a Bogotà un attentato che non è stato ancora rivendicato ha fatto esplodere un carro bomba all’interno della Scuola di Polizia Santander nella zona sud della città. Otto i morti, tutti cadetti della polizia, 41 i feriti fino ad ora accertati. Il presidente Ivan Dunque, in visita nel Sud del Paese, sta tornando nella capitale. Oggi era prevista una manifestazione nazionale chiamata dagli studenti universitari delle principali città