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.: ARCHIVIO NEWS :.
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I beni comuni, categoria dell’essere e non dell’avere
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Alberto Lucarelli a Trento alla conferenza di martedì 31 gennaio a Trento
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Francesca Caprini per l'Adige
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05/02
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Oltre 200 persone martedì sera hanno sfidato freddo e gelo per partecipare alla serata “Beni comuni: una sola lotta” proposta dai comitati cittadini per l’acqua e i beni comuni, per venire ad ascoltare uno dei nostri più insigni giuristi, Alberto Lucarelli. Professore ordinario di diritto all’Università Federico II di Napoli e alla Sorbonne, è stato membro della commissione Rodotà, è uno degli estensori di un referendum storico come quello per l’acqua bene comune ed è recentemente diventato assessore con delega ai beni comuni di Napoli. Ma soprattutto, è uno che è capace di tradurti il diritto in pane e vino, in vita quotidiana, in democrazia. Cosa da pochi.
Come assessore Lucarelli ha dato il via ad un’operazione unica in Italia, ma non in Europa perchè compiuta anche a Parigi, traghettando la locale Arin Spa, società In house che gestiva l’acqua di Napoli e dintorni, nella Azienda Speciale Acqua bene Comune. Un processo che anche Padre Alex Zanotelli ha definito rivoluzionario, per aver di fatto applicato – primo comune d’Italia - l’esito referendario, dando concretezza al senso della volontà popolare espresso il giugno scorso. Dopo la sbronza della campagna referendaria si è tornati dunque a parlare di acqua.
Martedì la serata organizzata in forma di assemblea pubblica, per cercare di capire qualcosa di più sulla annunciata creazione di una Spa In House attraverso l’estrapolazione del servizio da Dolomiti reti, la società mista pubblico privata che attualmente gestisce l’acqua di Trento, Rovereto e altri 15 comuni. Erano infatti presenti esponenti del mondo sindacale, gli operai di Dolomiti Energia, organizzazioni cittadine, un consigliere comunale e nessuno della Provincia o dei Comuni interessati benchè fossero stati tutti invitati. Un’occasione persa, probabilmente, per un confronto con la propria cittadinanza che non capisce ad esempio dove si andranno a prendere i 42 milioni di euro che servono per ricomprare gli acquedotti ora in mano a Dolomiti Reti, e con l’esperienza di Napoli raccontata da un esperto del settore.
Assieme a Lucarelli c’era anche Marco Benvenuti, vicesindaco di Tassullo, che lunedì ha presentato in giunta una mozione d’indirizzo sulle orme di Napoli, e Roberto Tonezzer dell’Azienda Speciale di Tione, l’unica in Trentino (lui l’ha definita “come una villa liberty che ha resistito in mezzo ai palazzoni di cemento”). “Quello che è successo è Napoli è forse la prima volta che un’amministrazione locale adotta una proposta elaborata dal basso”, ha spiegato Lucarelli. “C’è in corso un processo di accaparrameno dei beni comuni. Siamo in presenza di un vero e proprio saccheggio. Questa è una battaglia chiara per i diritti umani e fondamentali contro forme di privatizzazioni forzate”. Il professore ha illustrato bene a che punto siamo ora dopo il referendum: “ Vige il principio di neutralità del diritto europeo rispetto agli assetti proprietari, il principio della libera definizione ovvero la possibilità per ogni comune di potersi scegliere il proprio modello. Il vuoto legislativo è riempito dal diritto europeo. Se c’è una volontà politica chiara che un servizio idrico sia gestito attraverso un ente di diritto pubblico, in questo momento è possibile, a livello nazionale e tanto più in una provincia autonoma, in forza dell’articolo 8 della Legge provinciale trentina.
A Napoli con la delibera del 26 ottobre scorso abbiamo trasformato la Spa pubblica 100% in un soggetto di diritto pubblico perchè sia realmente partecipato. Nel consiglio di amministrazione ci sono 3 componenti tecnici e due cittadini con voto deliberativo. Il modello è Eau de Paris,l’ azienda speciale di Parigi nata nel luglio del 2010. E’ stato previsto un comitato di sorveglianza cittadina con rappresentanti dei lavoratori dell’azienda, cittadinanza attiva e una rappresentanza del consiglio comunale. La differenza fra una spa pubblica e un soggetto di diritto pubblico è che la proprietà è pubblica in entrambi i casi, ma la prima si muove secondo le regole del diritto societario e del profitto. Un Comune non ha gli strumenti per il cosiddetto controllo analogo, come per un proprio ramo dell’amministrazione. E’ una mistificazione. In questi primi mesi come assessore ne ho avuto la prova concreta. Appena insediato ho scoperto come la Arin Spa avesse creato delle altre società per esternalizzare servizi senza mai dover passare dalla Giunta e dal Consiglio comunale. Le Spa pubbliche non sono un continuum naturale fra proprietà e gestione, è la differenza che esiste fra proprietà formale e sostanziale”.
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Beni comuni: una sola lotta
Martedì 31 gennaio alle ore 20,00 presso la Sala di Rappresentanza della Regione in Piazza Dante 15
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redazione |
27/01
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“Beni comuni: una sola lotta”. Ospite d’eccezione Alberto Lucarelli, docente di diritto pubblico all'Università di Napoli Federico II, assessore del comune di Napoli ai beni comuni, componente della Commissione Rodotà per la riforma del regime civilistico della proprietà pubblica e per la difesa dei beni comuni, redattore dei quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua. Parteciperanno anche Marco Benvenuti, vicesindaco di Tassullo, e la presenza della Azienda Speciale di Tione.
Alberto Lucarelli presenterà inoltre il suo ultimo libro “Beni Comuni. Dalla teoria all'azione politica” [Dissensi editore] presso l’Università di Sociologia ore 10.30 mercoledì 1 febbraio.
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Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia
Appello del Forum italiano dei movimenti per l'acqua per difendere l'esito referendario di giugno contro il decreto del Governo Monti
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14/01
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Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.
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Conferenza stampa a Barcellona dei movimenti in difesa dell'acqua riuniti per il FAME 2012
Verso il Forum Alternativo dell'acqua di Marsiglia, appello internazionale per dire basta all'economia che asseta
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10/01
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“Il 12 e 13 giugno in Italia 27 milioni di cittadini in Italia hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua. Oggi nel nostro Paese viviamo una situazione di illegalità. Per questo il 26 novembre scorso, con una grande manifestazione a Roma, il popolo dell’acqua ha rilanciato, presentando la campagna di Obbedienza Civile: ora in ogni territorio in Italia, gruppi di lavoro del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sono al lavoro per applicare la legge espressa dal referéndum Acqua Bene Comune. Per rispettare il voto popolare, per non piegarci al volere della Banca Europea, che il nostro governo ritiene più importante di quello della sua gente”.
Così ieri la testimonianza italiana alla conferenza stampa indetta dai rappresentanti europei ed extraeuropei, riuniti a Barcellona per le riunioni previe del FAME, il Forum Alternativo dell’Acqua, che si terrà a Marsiglia dal 14 al 17 marzo prossimi. In contrasto con il VI Forum Mondiale dell'Acqua (FMA) promosso dal Consiglio Mondiale dell'Acqua.
Sotto il símbolo della privatizzazione dell’acqua per eccellenza, la torre AGBAR nel centro della città, sede della multinazionale SUEZ, rappresentanti di Italia, Grecia, Spagna, Messico, Filippine, India, Uruguay, a nome dei movimenti di tutto il mondo, hanno lanciato il messaggio comune in difesa dell’acqua come fonte di vita e contro le politiche economiche europee e mondiali che in ogni paese assetano e umiliano le popolazioni.
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Verso il FAME 2012
A Barcellona dal 7 al 9 gennaio i lavori di preparazione del Forum Alternativo dell'Acqua di Marsiglia
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07/01
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Yaku assieme al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta partecipando a Barcellona (fino al 9 gennaio) ai lavori di preparazione del FAME, assieme ai movimenti e alle organizzazioni di tutta Europa e del Mondo.
Il Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua (FAME or Forum Alternatif Mondial de l’Eau) si terrà a Marsiglia, Francia, dal 14 al 17 Marzo 2012. Questo evento è organizzato in collaborazione con associazioni e movimenti, sindacati, ONG, cittadini e rappresentanti eletti provenienti da tutto il mondo.
Un forum per l’attivismo e la solidarietà
Il Forum sarà un punto di incontro per tutti coloro che lottano per l’acqua: contro l’appropriazione di terre e risorse idriche, contro la produzione di gas scisto, che inquina le falde acquifere e i fiumi, contro la privatizzazione dell’acqua da parte delle multinazionali più o meno in tutto il mondo…
Il Forum sarà un’occasione per guardare all’Africa e al Mediterraneo, ed incontrare nuovamente le associazioni rurali e femminili che hanno partecipato al Forum Sociale Mondiale a Dakar.
Un forum per condividere esperienze ed alternative
Il forum si concentrerà in particolare sui seguenti argomenti: la mobilitazione di movimenti cittadini e associazioni della società civile intorno al Lago Nakoué nel Benin, con il sostegno di Emmaus International; la rimunicipalizzazione dell’acqua a Parigi, l’espansione dei partenariati pubblico-pubblico, le proposte pratiche per garantire l’accesso all’acqua e la sicurezza alimentare delle popolazioni rurali. Vi saranno numerose testimonianze dirette da parte di associazioni, esperti, e rappresentanti eletti provenienti da tutto il mondo.
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Ultimo aggiornamento
5.2.2012 ore 19.17
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