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ECCO COSA SUCCEDE QUANDO SI PRIVATIZZA L’ACQUA
Fabrizio Consalvi - Attac
[06/12/2009 17.32.32]



Ecco cosa succede quando si privatizza l’acqua


di Fabrizio Consalvi (Attac e Comitato cittadino difesa acqua pubblica di Aprilia)

Ad Aprilia, come in tutto l’ATO4 (38 Comuni) la Privatizzazione dell’acqua è avvenuta nel 2002 (seconda provincia d’Italia in ordine di tempo dopo Arezzo) quando la Conferenza dei Sindaci ha messo a gara la gestione del servizio idrico per formare una società mista pubblico privata (51% pubblico, 49% privato).

Il socio privato è la Veolia Water, una delle più grandi multinazionali che gestisce l’acqua in ogni parte del mondo.

Per capire di chi stiamo parlando: Veolia Water in cifre... (dati al 2008) 
- N° 1 al mondo nei servizi idrici; 
- 12,56 miliardi di euro di fatturato nel 2008; 
- Più di 131 milioni di persone servite in acqua potabile/depurazione nel mondo; 
- 93 433 dipendenti; 
- Attiva in 64 paesi; 
- Più di 4 400 contratti di gestione nel mondo Insomma il miglior privato che ci sia sulla piazza!!!

Aumenti delle tariffe

A seguito del passaggio dalla gestione comunale alla gestione Acqualatina, una famiglia di Aprilia che consuma 190 metri cubi l’anno, prima pagava al Comune (anno 2004) 122,17 € , mentre l’anno successivo (anno 2005) si è vista arrivare bollette per 205,56 € (aumento del 68,25%). Successivamente le tariffe di Acqualatina sono continuate ad aumentare inesorabilmente di anno in anno fino al 2009, per cui, sempre per gli stessi 190 metri cubi si pagano adesso ben 257,52 € , con un aumento rispetto al 2004 del 110,8%.

Le tariffe imposte da Acqualatina sono cresciute dal 2004 al 2008 del 20%, dal 2008 al 2009 dell’8.1%, e (come previsto nel contratto modificato nel 2006) cresceranno almeno del 5% fino al 2032. Per le seconde case ci sono aumenti che vanno da un minimo del 170% fino ad arrivare al 530%. Per i commercianti gli aumenti sono stati enormi. Per esempio un ristorante che prima consumava 293 metri cubi, col Comune la sua bolletta sarebbe stata di 189,97 € , mentre la prima bolletta di Acqualatina era di 912,97 € (un aumento del 380,59%), mentre oggi per 293 metri cubi di acqua consumata annualmente un’utenza commerciale paga ben 1.177,89 € , con un aumento del 512,43%. Non va meglio a chi con l’acqua ci lavora, per esempio una lavanderia che si è rivolta al nostro Comitato, prima consumava 470 metri cubi annui, quindi con le tariffe comunali pagava 302,9 €, adesso si trova bollette, per lo stesso consumo, da 1.525,36 € con un aumento del 403,59%.

Ci dicevano (e dicono anche adesso), che il Privato avrebbe portato maggiore efficienza e avrebbe ammodernato i nostri impianti, invece l’amministratore delegato (privato) di Acqualatina è stato condannato per i danni ambientali causati dal depuratore di Aprilia.

Investimenti per migliorare la rete

Ci dicevano che grazie ai privati ci sarebbero stati gli investimenti, ma non è stato così...

Dal 2003 al 2008 nell’ATO4 sono stati realizzati investimenti per soli 74,5 milioni di euro. Invece nel contratto sottoscritto al momento della definizione della concessione, nel 2002, per i primi sei anni di gestione, prevedeva, entro il 2008, ben 146 milioni d’investimenti. Il che vuol dire che rispetto al contratto originario gli investimenti fatti fino al 2008 sono solo il 51%, ossia la metà. Però il contratto è stato adattato a beneficio del gestore una prima volta nel 2004, dopo una ricognizione dello stato degli impianti, e una seconda volta nel 2006. Ma nel 2006 le carte cambiano: l’investimento non dovrà più essere fatto in sei anni, ma in otto. E’ come se in una gara di salto in alto (truccata), poiché l’atleta non riesce a superare l’ostacolo, l’asticella viene spostata più in basso! Per esempio, nel Piano degli investimenti del 12/07/2004 erano previsti per il 2008 33.808.000 €, nella conferenza dei Sindaci del 14/07/2006 sono stati diminuiti a 20.152.000 €, ma poi effettivamente si sono spesi per investimenti soltanto 15.384.000 €. Quindi nel 2008 sono stati fatti meno della metà degli investimenti previsti inizialmente!!!

Nel 2005 su 130.689.531 metri cubi immessi in rete, solo 32.288.228 erano fatturati. Cioè circa 3 litri su 10 pompati e intubati arrivavano ai rubinetti di casa. Lo scorso anno questo rapporto è stato migliore: sono stati immessi nella rete idrica da Acqualatina 116.101.798 metri cubi d’acqua (circa il 10% in meno del 2006). Ma il 64% viene dispersa nelle reti colabrodo.

Quindi per ogni utenza ci sono 300 metri cubi d’acqua “dispersa” nella rete dell’ATO 4 - Latina mediamente ogni anno.

Nasce il comitato cittadino difesa acqua pubblica

A febbraio 2005 un gruppo di cittadini costituisce il Comitato Cittadino Acqua Pubblica di Aprilia. Si avvia uno studio approfondito per capire come fosse avvenuta la cessione del servizio al Acqualatina spa. La città, nonostante i primi allarmi del Comitato è ancora tranquilla, anzi scettica. Quando a maggio 2005, iniziano ad arrivare le prime fatture dell’acqua “privatizzata” sono dolori: "Gli aumenti sono enormi". L’allarme diventa una brutta realtà, gli scettici di una volta si arrabbiano. Si susseguono manifestazioni e dibattiti cittadini. Nel frattempo il Comitato si è organizzato, ha studiato tutti i passaggi che hanno portato alla cessione della gestione del servizio e delle reti idriche alla nuova società. Si capisce subito che tanti passaggi di legge che dovevano coinvolgere la popolazione ed il consiglio comunale sono stati saltati. La società, che avrebbe dovuto far conoscere le nuove regole contrattuali (tali regole sono poi state dichiarate vessatorie dal Tribunale di Latina), ha preferito invece inviare semplicemente la bolletta con la richiesta di pagamento entro un mese.

I cittadini si organizzano. Si decide la strategia: le bollette saranno pagate, ma i bollettini di versamento saranno intestati all’ente comunale che fino al 2004 gestiva le reti e l’acqua. Aderiscono alla strategia prima 500 famiglie, poi 1400, alla fine le famiglie sono 6500. D’altronde non si capiva e non si capisce perché nonostante tanti passaggi di legge siano stati saltati, gli unici ad avere obblighi e a doversene restare zitti siano i cittadini.

Naturalmente la società Acqualatina reagisce e si rivolge alla magistratura. Da allora è un susseguirsi di cause nei tribunali amministrativi e civili il cui costo è sostenuto dagli stessi cittadini che si autotassano.

Un gruppo di consiglieri comunali nel febbraio 2006 riesce a far votare una delibera con la quale viene respinta e stigmatizzata la cessione del servizio al nuovo gestore. Altri Comuni (Anzio, Amaseno, Cori, Formia, Pontinia) fanno la stessa cosa. I cittadini portano in causa la società e chiedono di annullare la partecipazione del Comune alla compagine societaria di Acqualatina spa. La rivolta dei cittadini continua nel 2006, nel 2007 e nel 2008. Il gestore capisce che se le cose continuano così, l’oro blu non rende più e l’affare non conviene. Mette in atto quindi la “sua strategia”: cercare di fiaccare la “resistenza” chiudendo l’acqua a chi continua a pagarla al Comune anziché alla nuova società che non vuole riconoscere. Le maniere diventano sempre più “convincenti”: per eseguire i distacchi le squadre degli operai della società si presentano scortate da vigilantes armati al seguito. L’amministratore delegato di Acqualatina dichiara a più riprese che: "I cittadini di Aprilia ne usciranno con le ossa rotte".

La popolazione è avvilita e stanca. Tuttavia non demorde. Le famiglie che Acqualatina spa continua a chiamare “morose” sono 6500. La società dovrà “catturarle” una per una, e non è facile.

Vigilantes armati per staccare l’acqua

Nella sola città di Aprilia oltre 6.000 famiglie contestano le bollette inviate da Acqualatina e versano degli acconti al Comune di Aprilia (fino ad oggi è stato versato oltre un milione di euro), e allora l’estate passata dei Vigilantes armati hanno accompagnato i tecnici di Acqualatina per ridurre il flusso idrico.

Non solo, arrivano centinaia di cartelle "esattoriali" targate Equitalia Gerit per le bollette di Acqualatina, nonostante la magistratura stia continuando a sospenderle e annullarle puntualmente. Infatti 4 Giudici di Pace diversi ed uno del Tribunale di Latina hanno dato ragione a centinaia di cittadini che hanno contestato la procedura esattoriale che Acqualatina insiste a voler utilizzare attraverso Gerit. Leggi la sentenza del Giudice di Pace di Terracina che condanna Acqualatina a "restituzione l’indebito pagamento della cartella esattoriale, al pagamento di 2.450,00 €, per aver agito in questo giudizio con mala fede e colpa grave, al pagamento delle spese di lite".

Ma chi dovrebbe controllare la gestione?

Presidente della società è il Senatore Claudio Fazzone (si avete capito bene, quello che nella trasmissione Annozero “Profumo di mafia” difendeva il Comune di Fondi contro lo scioglimento per Mafia richiesto dal Prefetto di Latina, che tra l’altro vuole querelare). Per Fazzone il problema Acqualatina è tutta colpa della stampa, un po’ la stessa tesi che sostiene contro le infiltrazioni mafiose di Fondi... infatti tutti sanno che la stampa in provincia di Latina sta nelle mani di un noto comunista... Questo senatore nella passata legislazione è stato dichiarato (dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari) incompatibile nella carica di presidente di Acqualatina e di senatore della Repubblica e si sarebbe dovuto dimettere entro 30 giorni. Leggi il resoconto del senatore Antonio Boccia in ordine alle cariche rivestite da senatori

Poi il Governo Prodi è caduto e si è riandati alle elezioni, adesso Fazzone è ancora incompatibile (essendo sempre presidente di Acqualatina e di nuovo senatore della repubblica) ma ora è membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari quindi dovrà decidere sulla sua incompatibilità.

Conflitto di interessi?

Claudio Fazzone dal 2010 guadagnerà 73.600 euro annui, a fronte dei 92 mila precedenti, finora ha guadagnato come amministratore di Acqualatina almeno 425 mila euro.

I bilanci di Acqualatina

Il Bilancio dell’anno 2003 si è concluso con un attivo di 103.162 € Il 2004 è l’anno del crack: il 16 aprile 2004, la Conferenza dei sindaci dell’Ato 4 approva un accordo dove si dice, nero su bianco, che i guadagni spettano ai privati e le perdite al pubblico. «Qualora, alla chiusura dell’esercizio 2004, il volume fatturato all’utenza fosse inferiore a quello preventivato di 38,6 milioni di metri cubi», recita l’articolo 2 dell’accordo, «o i costi siano superiori 346 milioni di euro, ovvero gli introiti da tariffa minori dei costi del 2004, l’Ato garantirà l’equilibrio economico finanziario dell’esercizio 2004 stesso». A fine anno, l’esercizio 2004 si conferma pessimo, la parte pubblica minaccia di non approvare il bilancio. Acqualatina rischia di dover portare i libri in tribunale. Alla fine il bilancio passa con i soli voti del privato perché all’assemblea dei soci del primo giugno i sindaci disertano in massa. La voragine dei conti è di 14,7 milioni di euro: due terzi della cifra, corrispondono ad appalti che Acqualatina ha concesso in affidamento diretto a società che fanno capo alla parte privata: la stessa Veolia e la sua controllata Siba. Il Bilancio dell’anno 2005 si è concluso con una perdita di 1.109.697 €. Il Bilancio dell’anno 2006 si è concluso con un attivo di 347.298 €. Il Bilancio dell’anno 2007 si è concluso con una perdita di 1.763.515 €, ma la voce di bilancio che più incuriosisce, oltre agli ormai ben noti “compensi degli amministratori”, è la voce relativa al costo del personale. Ha raggiunto la cifra di quasi 16 milioni di euro: quasi il 17,7% in più rispetto al 2006. Voce che già era aumentata di oltre il 12% nel biennio precedente. In 4 anni, dunque, gli stipendi sono lievitati di quasi il 30%, pur avendo la società affidato all’esterno la maggior parte dei suoi servizi (lettura contatori, call center, manutenzioni ecc.) Per l’ennesima volta, il bilancio del 2008 si chiude con una perdita, pari a 4.361.102 €.

Le cifre del disastro del 2008

183,4 milioni € di debiti, 730 € il debito medio di ogni utente, 60 milioni di debiti verso i Comuni, 5,5 milioni di euro di debiti verso i Consorzi di Bonifica, 55% le bollette emesse su consumi presunti, 90.000 € lo stipendio del presidente Fazzone, 170.000 € lo stipendio dell’ex amministratore delegato Morandi.

I costi del consiglio di amministrazione

Esponenti di parte pubblica del consiglio di amministrazione sono: Il Senatore Claudio Fazzone, eletto nelle file di Forza Italia, percepisce un compenso annuo di 92.000 € come Presidente di Acqualatina spa. Nel CDA della società dal 2002 al 2008 ha percepito almeno 425mila € (più di 840 milioni delle vecchie lire);

Il sig. Giuseppe Simeone, consigliere di Forza Italia al Comune di Formia, capo di Gabinetto del Presidente della Provincia, Armando CusanI. Percepisce un compenso annuo di 32.000 € come consigliere di Acqualatina spa. Dal 2002 al 2008 ha percepito almeno 248 mila € (quasi 500 milioni delle vecchie lire);

Il sig. Onorato De Santis, ex assessore provinciale di Alleanza Nazionale, che percepisce un compenso annuo di 32.000 € come consigliere di Acqualatina da Giugno 2006;

Il dott. Gaetano Stefanelli, addetto stampa dell’ex senatore MIchele Forte nonché segretario provinciale dell’UDC, che percepisce un compenso annuo di 32.000 € come consigliere di Acqualatina da Giugno 2006;

Complessivamente il consiglio d’amministrazione (membri pubblici e privati) dal 2003 al 2008 è costato quasi 4 milioni di euro (circa 8 MILIARDI delle vecchie lire).

La lunga mano delle banche

Acqualatina, il 23 maggio 2007, ha stipulato con la Depfa Bank plc un contratto di finanziamento a lungo termine, "no recurse" (project finance) per un importo complessivo di 114,5 milioni di euro. Il finanziamento dovrebbe servire a fare quegli investimenti promessi, ma non ancora realizzati, dal socio privato quando si aggiudicò l’appalto... Come forma di garanzia al soggetto finanziatore non è bastato il pegno sulle azioni della Società del 49% in mano ai privati, ma ha voluto anche almeno il 17,7% di azioni riferibili ai Soci Pubblici (i Comuni).

Perché la banca ha voluto anche il 17,7% delle azioni dei Comuni? E’ semplice: perchè "l’Assemblea delibera validamente con il voto favorevole di due terzi del capitale rappresentato". (che corrisponde al 66,6% delle azioni, quindi con 49% + 17,7% = 66,7% la Banca fa quello che vuole) I Comuni di Sperlonga, Sonnino, Cisterna di Latina, Lenola, Minturno, Terracina, Fondi, SS. Cosma e Damiano, Sabaudia e Latina (24,82% del capitale sociale di Acqualatina), (tutti guidati da amministrazioni di centrodestra fedeli a Fazzone) si sono affrettati subito a concedere, attraverso delibere di giunta comunale, questo pegno. Però, sembra che l’atto di pegno firmato dai rappresentanti dei Comuni davanti al notaio risulta essere diverso da quello approvato dalle giunte o dai consigli comunali. Sono stati inseriti ex novo due commi: un trucco per consentire alla Depfa Bank la possibilità di appropriarsi delle quote pubbliche di Acqualatina.

Non dimentichiamoci mai di chi stiamo parlando. La Depfa Bank è la stessa banca per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio a Milano con l’accusa di truffa aggravata per le presunte irregolarità nell’emissione di un bond da 1 miliardo e 685 milioni di euro sottoscritto dal Comune e accompagnato da un derivato (Corriere della sera del 13/11/2009).

Ma la Depfa Bank è anche la filiale irlandese che ha portato la sua “casa madre”, la Hypo Real Estate, ad ottobre 2008 ad un passo dalla bancarotta, cui è riuscita a sfuggire solo grazie ad un pesante salvataggio da parte del governo tedesco.

L’inchiesta finita nel nulla

Nel gennaio del 2008 ci fu un’inchiesta della Procura della Repubblica che portò all’arresto (per associazione a delinquere, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, falsità ideologica in appalti pubblici e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) di Paride Martella, ex presidente della Provincia di Latina e contemporaneamente Presidente di Acqualatina (anch’esso incompatibile nella doppia carica, come dichiarato anche dal Tribunale di Latina), l’allora amministratore delegato della società Silvano Morandi, l’allora vicepresidente Raimondo Besson, i francesi Bernard Cyna (amministratore delegato della Generale des Eaux) e Louis Marie Pons (dirigente della Veolia Vivendi) e il primo amministratore delegato di Acqualatina Giansandro Rossi.

In seguito comunque furono tutti prosciolti dalla corte di cassazione, ma restano inquietanti alcune intercettazioni di email pubblicate nell’ordinanza del gip: "Le mail del 10.01.03 di Morandi a Pisante e del 9.12.03 di Cyna a Pons e Morandi «sono esplicite in merito al perseguimento di maggiori utili per i ‘soci’ prossimi aggiudicatari».

Gl indagati erano talmente sicuri che si lasciano andare a battute. Silvano Morandi il 07/01/2003 scrive a Cyna e a Pons alcune cose precise sulla questione economica relativa ai sistemi informativi: «... Pisante mi ha chiesto di fare un sacrificio, di non voler fare indigestione di antipasti prima di fare la cena, etc, etc. Vale a dire: offerta economica per questi sei mesi bassa. Io gli ho detto che gli farò i conteggi dei puri costi aziendali. Prima ve li manderò per i commenti. Pisante mi ha chiesto di poter contrattare lui per noi eventuali ‘arrotondamenti’ (in negativo) di prezzo». E’ il classico esempio del contratto camuffato ad arte.

Scrive Morandi a Pons e Cyna: «Ho fatto il lavoro come d’accordo ma nel tempo che lo facevo pensavo sempre che mettere in piedi con Martella un meccanismo: tu chiedi e noi apriamo tutti i libri è pericoloso.... Potrebbe rivelarsi un meccanismo a doppio taglio anche per lui (più cose sai e meno puoi dire che ignoravi)» .

Ultimo aggiornamento
13.8.2010 ore 6.34
AGENDA
Le nostre iniziative
i Guardiani della Terra

Continua la serie di incontri in trentino con i rappresentanti del Popolo colombiano U’wa, una delle popolazioni indigene più antiche.

Assieme a CAI, SAT, CIPRA, Mountain Wilderness, il Parco Adamello Brenta, in collaborazione con l’associazione Yaku, la testimonianza ed i rituali degli U’wa per uno spettacolare abbraccio alle montagne di tutto il mondo e a quello che simbolicamente rappresentano.

Il 2010 anno della biodiversità, le montagne e le culture originarie come i più antichi racconti ed i moniti per il futuro della nostra Madre Terra.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI in TRENTINO

  • IL 22 LUGLIO Pian delle Bedole, Parco Adamello Brenta.

“Alla scoperta del ghiacciaio che non c’è più”

Con il seguente programma:

 

Ore 10,00 - Ritrovo piazzale funivie di Pinzolo

.

Partenza per la Val di Genova con pulmini messi a disposizione

gratuitamente dal Parco Naturale Adamello Brenta.

 

Ore 11,00 - Escursione guidata da Pian di Bedole - Rifugio Bedole

 

inizio Sentiero SAT del Matarot (n. 241)

 

ore 13,30- Rientro a Pian di Bedole e pranzo al sacco.

 

Ore 14,00 - Testimonianze degli U’wa in difesa del ghiacciaio andino del Cocuy

 

Partecipano Claudio Bassetti e

Piergiorgio Motter della SAT - Società degli Alpinisti Tridentini e

Claudio Ferrrari Direttore del Parco Adamello Brenta.

 

Ore 15,00 - Rientro e breve sosta per ammirare le cascate di Lares.

www.yaku.eu/download/adamellouwa.pdf

 

Con la SAT e il Parco Adamello Brenta. Con gli esperti glaciologhi, sulle orme di un ghiacciaio che fu. Con i rappresentanti del Popolo U’wa, in difesa del ghiacciaio andino del Cocuy, sacro alle popolazioni indigene, minacciato da megaprogetti di Ecoturismo. Con la partecipazione del Presidente della SAT Piergiorgio Motter, il Vicepresidente Claudio Bassetti, il direttore del Parco Adamello Brenta, Claudio Ferrari. Il glaciologo Christian Casarotto.

  • IL 23 LUGLIO A CLES

“Dalle Ande alle Alpi, per i diritti della Madre Terra”

Ore 20.30 a Cles. Sala Ex Filanda.

Con la collaborazione dell’Ass.ne Mario Pasi, Casa della Sinistra e degli Ecologisti. 

 

 

 


Incontro dei popoli sulle Dolomiti. La sofferenza della Marmolada lenita dai canti U'wa

Ieri la Marmolada, regina delle Dolomiti, ha ospitato un incontro speciale, interamente dedicato alle montagne, all’acqua, alla salvaguardia del patrimonio naturale e alle popolazioni che si battono per difenderla, in primis quelle indigene. Un incontro per metà festa per metà riflessione, ma anche teatro eccezionale per lanciare forti denunce contro politiche miopi e voracità economiche. E per recuperare assieme quella sacralità che noi tutti percepiano e di cui abbiamo quasi paura a parlare.

E sacralità, ieri in Marmolada, ce n’era tanta.

Al Rigugio Pian dei Fiacconi, con il ghiacciaio della Marmolada alle spalle con le falesie grigie per le nubi basse e le grolle agitate; il gruppo del Sella che ci fissava negli occhi imperioso, un tribunale naturale. E il Sasso Lungo, lontano, proteso.

 

 


Il Salento incontra la Colombia

Incontro magico, ma anche politicamente forte,  fra la delegazione colombiana in visita in Italia con l’associazione Yaku e le istituzioni ed i movimenti in difesa del territorio del Salento rappresenta dal Comitato SS275.

Giovedì 15 luglio, Berito Kuwaria e Daris Cristancho della popolazione U’wa, assieme a Danilo Urrea - appartente all’associazione ecologista Censat e alla Red Vida, la Rete latinoamericana dei Movimwenti per l’acqua e collaboratore dell’associazione di Justicia y Paz -  che assieme rappresentano le istanze delle popolazioni indigene unite alle proposte coraggiose delle organizzazioni umanitarie, in un partecipato incontro ad Alessano nel cuore del Salento sono riusciti ad annullare distanze culturali e territoriali fra la meravigliosa terra salentina e i territori colombiani.

Megaprogetti,  multinazionali e spregio delle voci delle comunità locali: questi i comuni denominatori che hanno avvicinato la Colombia ed il Salento, gli U’wa e il Comitato 275 - formatosi per arginare  la costruzione dell’omonima statale, ennesima ed inutile violenza contro un territorio già fiaccato da speculazione e sfruttamento. Coinvolgendo le decine di persone presenti nell’elaborazione di una visione comune. In difesa della terra, dei diritti civili, delle culture ancestrali ed antiche.

Partendo dalle toccanti testimonianze degli U’wa, che impersonano la persecuzione e la resistenza delle popolazioni indigene in Colombia, Danilo Urrea ha colpito per la descrizione puntuale della situazione in cui versa il suo Paese e sulle prospettive con il neoletto Presidente della Repubblica Juan Manuel Santos, il candidato conservatore delfino del presidente uscente Alvaro Uribe.


Dal Salento alla Colombia in difesa della terra

I Guardiani della Terra a Massa

Primo appuntamento della rappresentanza U’wa, in visita in Italia con Yaku fino al 25 luglio: a Massa, con l’associazione Pietra Vivente, la delegazione delle popolazione indigena colombiana è stata ricevuta dal Presidente della Provincia Osvaldo Angeli, Sindaco della città di Massa Roberto Pucci e dall’assessora provinciale alla Cultura, Lara Venè.

Un incontro partecipato ed intenso, che ha tracciato i primi saldi legami fra locale e globale connettendo le problematiche ambientali locali della zona - Elia Pegollo, portavoce di Pietra Vivente, ha illustrato la seria situazione in cui versano le Alpi Apuane, le “montagne di Michelangelo”, sventrate dall’industria del marmo - e il messaggio universale di difesa del pianeta Terra di di cui gli U’wa sono portatori.

 “Noi non possiamo negoziare, non possiamo prendere ciò che vogliamo, dalla nostra Madre Terra. Questa è la legge naturale. Sira dice che il mondo non si può vendere. Se volete, costruitevi un mondo vostro e vendetelo. Il Popolo U’wa combatte per tutte le popolazioni del mondo, non solo per salvare il Kajka – Ika”.

Berito Kuwaria, rappresentante spirituale del popolo U’wa, pronuncia queste parole in lingua U’wa. Il Kajka – Ika  è il loro territorio ancestrale, che per loro è il centro del mondo. Poi comincia a cantare le antiche canzoni del suo popolo – che ha tradizione solo orale -  officiando un rito d’augurio e di conciliazione.


La Rivoluzione dell'Acqua allo Sherwood festival

Intorno ai referendum contro la privatizzazione e mercificazione dell’acqua si sta attivando un ampio protagonismo sociale. La difesa dell’acqua può rappresentare un occasione importante per elaborare, inventare, costruire pratiche, approfondimenti, innovazioni che non si fermano alla difesa dello status quo ma che invece affrontano, nella complessità della modernità, la ricerca teorica e pratica intorno al tema della pratica del comune. Temi che ci portano immediatamente in una dimensione globale ma che ridisegnano anche la necessità di pratiche locali indipendenti che affrontino il percorso di ripublicizzazione della gestione delle risorse idriche a livello territoriale. Se ne parlerà lunedì sera allo Sherwood festival. 

Aperitivo e presentazione del libro a cura Associazione Yaku La rivoluzione dell’Acqua – La Bolivia che ha cambiato il mondo, Ed. Carta.

Apertura con immagini dalla Feria Internacional de l’Agua in Bolivia verso Cop16 Cancun Introduce e coordina: Vilma Mazza, Associazione Ya Basta

Partecipano: Marco Bersani, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

Walter Bonan, Comitato bellunese Acqua bene comune

Eriberto Eulisse, Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua

Francesco Pavin, Presidio No dal Molin Vicenza

Paolo Cacciari, Cantieri Sociali Luigi Barbieri, Comitato cittadino "Venezia per l’acqua pubblica”

Allo Sherwood Festival è possibile ogni sera firmare per i referendum in difesa dell’acqua. Apertura con immagini dalla Feria Internacional de l’Agua in Bolivia verso Cop16 Cancun

http://www.sherwood.it/Acqua-bene-comune,5404


A Trento Acqua in movimento

Per capirne di più sul decreto Ronchi e sui rischi della “Privatizzazione del servizio idrico”, presentazione del volume “Acqua in movimento – Ripubblicizzare un bene comune”.Con Marco Bersani, membro del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e autore del libro. Al museo di Scienze naturali, oggi 17 giugno alle ore 17.00


Trentino: doppio appuntamento nelle Giudicarie

In Trentino la campagna referendaria per l'acqua pubblica continua ad essere spunto di riflessione collettiva.

Nelle Valli Giudicarie, un doppio appuntamento con i neonati comitati cittadini 
Per descrivere insieme il cammino per difendere laghi, torrenti, fiumi delle montagne dolomitiche, patrimonio collettivo, bellezza universale.
mercoledì 9 giurno: ore 20.30 Sala Consiliare del Comune, Ponte Arche
 gioved' 10 giugno: ore 20.30 Sala Cnetro Studi Judicarie, Tione di Trento
Francesca Caprini, Yaku - Forum Italiano dei MOvimenti per l'Acqua
Gianfranco Poliandri e Roberto Antolini, Comitato Acqua Bene Comune di Trento
Organizza: Comitato Acqua Bene Comune Valli Giudicarie


Trentino per l'Acqua

Padova 30 maggio A Rubano “La Paz del Agua” la mostra fotografica di Lorenzo Scaldaferro sulle attività e i progetti di cooperazione realizzati da Yaku e i movimenti sociali in Bolivia

SPICCHI D'ACQUA
Hidronotizie dall’Italia
900.000 FIRME!!!

Quasi 900mila firme raccolte fino ad oggi. Migliaia di cittadini continuano a scegliere i diritti e stanno continuando a firmato per i 3 referendum. L'obiettivo che il comitato promotore si pone adesso è quello del milione di firme.


Ronchi cerca la sua verità. In un'acqua troppo torbida.
“Le verità sull'acqua”, né più né meno. Andrea Ronchi pubblica sul sito del ministero delle Politiche comunitarie un vademecum di domande e risposte per “spiegare” le ragioni dell'intervento legislativo che obbliga la messa a gara del servizio idrico integrato.

Riunione del comitato Acqua bene Comune Trento: oltre Le 7000 Firme In Trentino

Una campagna referendaria diversa, con un approccio nuovo e finalità che vanno oltre la vittoria elettorale”. Così il Comitato Acqua Bene Comune di Trento..


Referendum acqua: superate le 350mila firme raccolte

Dopo un altro straordinario fine settimana di banchetti, abbiamo superato le 350mila firme. Sono passati solo 15 giorni di raccolta firme e siamo già a metà strada rispetto all'obiettivo che il Comitato Promotore dei referendum sull'acqua si era posto all'inizio della campagna (700mila firme entro luglio)


Risposta al Ministro Ronchi
Ronchi sul manifesto del 28 aprile attacca il Forum dell'Acqua. Di seguito la risposta del Forum

Aprilia,verso il referendum sull'acqua

Siamo ad Aprilia, terza città del Lazio, Comune guidato da un sindaco 'civico' di estrazione socialista, territorio animato da numerosi movimenti cittadini che dall'arrivo del gestore Acqualatina - era il 2003 - hanno fatto capire di non apprezzare aumenti e imposizioni di ogni natura. Il municipio guidato da Domenico D'Alessio è a lavoro per riprendersi depuratori e rete idrica, mentre sono già migliaia le famiglie che anziché pagare le bollette al gestore pubblico/privato, versano la tariffa  senza aumenti direttamente nelle casse comunali. Uno schiaffo ai colossi francesi che controllano l'oro blu in provincia di Latina, quegli stessi 'allontanati' proprio dove hanno casa, come accaduto a Parigi.


In Risposta a Di Pietro

Il Forum dei Movimenti per l’acqua pubblica ha ricevuto ieri sera una lettera dell’On. Di Pietro, in risposta alla richiesta di incontro avanzata all’Italia dei Valori qualche giorno fa.


Le bella storia delle bottiglie d'acqua..
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Depositati in Cassazione i quesiti referendari per l’acqua pubblica

Sono stati depositati oggi 31 marzo 2010 presso la Corte di Cassazione di Roma i quesiti per i tre referendum che chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte della gestione dell’acqua ai privati e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce.


Tutti in piazza per l'acqua libera:"siamo in 200.000"

«Siamo 200mila», dicono gli organizzatori dei manifestanti del corteo contro la privatizzazione dell'acqua. Il lungo e colorato corteo dopo aver sfilato per la strade di Roma è giunto a Piazza Navona. La protesta è indetta dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua. In piazza a Roma per dire no alla gestione dell'acqua da parte di privati e multinazionali e per «riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l'approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare (per cui sono già state raccolte 400 mila firme) per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell'acqua. E' la seconda manifestazione dopo quella del 2008 e si svolge in concomitanza con la Giornata mondiale dell'acqua che ogni anno l'Onu indice per il 22 marzo.


OJOS INQUIETOS
Sguardi sull’america latina
Brasile: scade la Petizione per il fiume São Francisco

Egregio Signor Ministro Presidente, siamo a conoscenza del fatto che il progetto di trasposizione del fiume São Francisco, sotto la responsabilità del Governo Federale, rappresenta una minaccia per l'ambiente e per la vita dei popoli indigeni, delle comunità afrodiscendenti quilombolas e delle comunità tradizionali che vivono lungo le sponde del fiume...

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STORICA MARCIA SU BUENOS AIRES DEI POPOLI INDIGENI ARGENTINI
E’ in corso dal 12 scorso la Marcia dei popoli originari dell’Argentina su Buenos Aires per manifestare il 20 di fronte alla Casa Rosada e chiedere il rispetto dei propri diritti fra i quali la restituzione dei territori usurpati, in misura sufficiente a condurre una vita degna...

MESSICO, 'IL FETIDO ODORE DELLA GUERRA'

Il 27 aprile una carovana umanitaria che si dirigeva con aiuti a San Juan Copala, nella zona degli indigeni triquis nello stato di Oaxaca, nei pressi della località La Sabana è stata attaccata da un gruppo paramilitare, con il bilancio di due morti e di vari feriti...

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Condena Agresión Armada en San Juan Copala, Oaxaca

l Frente Indígena de Organizaciones Binacuionales (FIOB), a través de su Consejo Central Binacional manifiesta al mundo entero que como organización social comprometida con la defensa de los derechos universales del ser humano, vemos con preocupación la escalada de violencia que prevalece en varios estados de la República Mexicana y en particular lo acontecido el día martes 27 de abril en el Municipio Autónomo de San Juan Copala, Oaxaca, México.

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Piden al TSJ que los indígenas sean juzgados por sus jueces naturales
Organizaciones sociales y populares, defensoras de Derechos Humanos en Venezuela y América Latina, unen sus voces solidarias para que el Tribunal Supremo de Justicia en Venezuela, decida sobre la causa que mantiene privados de libertad a indígenas de la Sierra de Perijá...

El conflicto en Perijá es por el derecho indígena a sus tierras ancestrales

Aderiamo alla petizione in appoggio al Pueblo Yukpa

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Galleria fotografica: Pueblo U'wa en defensa del planeta azul
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Una miniera d'oro a cielo aperto minaccia la riserva di biosfera di Baja California Sur

Lottiamo per proteggere la nostra Sierra La Laguna. È una riserva di biosfera riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità e la vogliono distruggere. Una miniera d'oro a cielo aperto, ecco cosa vogliono ricavare dal cuore del nostro paradiso

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La Paz senz'acqua

Si stanno sciogliendo più rapidamente del previsto i ghiacciai che assicurano il rifornimento idrico alla capitale boliviana

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Bolivia: avanza il processo per l'interdizione di Sanchez de Lozada
La settimana scorsa – il 26 di settembre – è ufficialmente iniziata in Bolivia la fase di produzione delle prove per il cosiddetto “Octubre nigro”, il massacro di civili ordinato dall’allora presidente Gonzalo Sanchez de Lozada, che nel 2003 fece oltre 60 vittime e centinaia di feriti. ...

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