justify;">La neve di questa mattina non ha potuto cancellare l'enormità del furto che si sta cercando di portare a termine a danno dei cittadini di Roma. Ieri 11 febbraio, in un Consiglio comunale ben poco democratico che ha accolto i vertici di Acea e che ha lasciato fuori i cittadini, la maggioranza ha portato a casa il suo risultato: approvata la mozione che impegna il Sindaco e la sua giunta “a porre in essere tutte le azioni necessarie per delineare un percorso di cessione delle quote azionarie di Acea SpA”.
Immaginiamo i poteri forti di Roma, gli imprenditori e gli immobiliaristi di sempre, fregarsi le mani in attesa di questa nuova gustosa torta da spartirsi: la fretta di Alemanno nel cedere le quote di ACEA quando il decreto Ronchi indica il 2015 come termine ultimo, non fa che svelare l'avidità di quegli interessi speculativi che già da anni gareggiano per saccheggiare la città, ma per noi i servizi che riguardano la salute, il benessere e i diritti dei cittadini non sono “servizi di rilevanza economica” e non lo saranno mai! Il Forum dei movimenti per l'acqua ha da anni intrapreso un cammino a livello nazionale e internazionale per affermare che l'acqua è un diritto e non una merce, e non saranno gli interessi di quattro palazzinari che già da anni si stanno spartendo la capitale a fermare un fiume che è già in piena! 120 Comuni italiani hanno già approvato delibere che riconoscono l'acqua come “servizio privo di rilevanza economica”, di fatto sottraendola al mercato nel quale il Decreto Ronchi vuole relegarla e centinaia di Comuni ne seguiranno l'esempio. Centinaia sono le iniziative ed i comitati locali che si battono per l'acqua pubblica, e sempre più numerose sono le vittorie dei comitati nelle vertenze territoriali sull'acqua Non ci faremo sottrarre un bene primario ed un nostro fondamentale diritto! Il Coordinamento Romano per l'Acqua Pubblica ribadisce il suo NO a questa decisione del Comune di Roma ribadisce il suo NO ad un mercato predatore che vuol far pagare ai cittadini la crisi del sistema economico capitalistico. La battaglia per l'acqua pubblica è appena iniziata e riaffermiamo che anche noi “porremo in essere tutte le azioni necessarie” per tirare fuori l'acqua dal mercato!
Coordinamento Romano Acqua Pubblica
STOP ACEA!
DIFENDERE I BENI COMUNI
RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA
Da molti anni Acea non è più l’azienda municipalizzata del Comune di Roma.
Dal passaggio a Società per Azioni al successivo ingresso dei privati nel capitale societario, dalla collocazione in Borsa all’espansione territoriale in Italia e all’estero, Acea si è trasformata in una holding, che persegue il disegno delle politiche liberiste degli ultimi decenni: la finanziarizzazione dei servizi pubblici locali, la sottrazione dell’acqua e dei beni comuni a scopo di business, la considerazione della salvaguardia ambientale e del diritto alla salute come variabili dipendenti dei profitti, l’espropriazione di democrazia e di controllo sociale.
I molteplici interessi economici che attualmente si incrociano con il destino di Acea: quelli dei francesi di Suez/Gdf e quelli dei poteri forti immobiliari romani (Caltagirone e Cremonini), a cui da anni i cittadini assistono nella più totale sottrazione di conoscenza e di possibilità di decidere, dimostrano come si stia giocando la partita dell’uscita dall'attuale crisi del sistema capitalistico attraverso la completa mercificazione dei beni comuni e l’espropriazione dei diritti sociali.
A questa politica è stata recentemente data un'accelerazione grazie al decreto 135/09, approvato a colpi di fiducia dalla Camera dei deputati il 19 novembre, che nel suo articolo 15 impone la cessione ad imprese private della “gestione di servizi pubblici locali di rilevanza economica”
A poco più di due mesi da quel voto oggi il Sindaco G. Alemanno si affretta a consegnare al mercato privato le quote societarie di ACEA di proprietà del Comune, riducendo ulteriormente la partecipazione del Comune di Roma dall'attuale 51% al 30%.
Tanto zelo non fa che svelare l'avidità di quegli interessi speculativi che già da anni gareggiano per saccheggiare la città, ma per noi i servizi che riguardano la salute, il benessere e i diritti dei cittadini non sono “servizi di rilevanza economica” e non lo saranno mai!
I servizi sono diritti dei cittadini, e non potranno essere in nessun modo garantiti da SPA private che per la loro stessa natura giuridica ed economica perseguono lo scopo di lucro, per le quali non esistono degli utenti con i loro diritti, ma solo dei clienti attraverso i quali accumulare utili per soddisfare gli azionisti.
Le drammatiche conseguenze della crisi di un sistema economico basato sulla liberalizzazione forsennata del mercato, oggi sotto gli occhi di tutti, hanno da sempre e dovunque accompagnato le privatizzazioni dell'acqua e dei beni comuni portando: riduzione della qualità dei servizi - sfruttamento selvaggio delle risorse - aumento delle tariffe - riduzione dell'occupazione e precarizzazione del lavoro.
Una generale espropriazione della democrazia, con lo svilimento dei consigli comunali, sostituiti dai consigli di amministrazione, senza nessuna possibilità di partecipazione sociale.
Ma da tempo i movimenti sono in campo per la difesa dei beni comuni : dai movimenti in lotta per una politica dei rifiuti che si basi sulla strategia “rifiuti zero”, a fianco di quelli attivi contro centrali nocive per una diversa politica energetica, insieme a chi si batte per il diritto alla casa e per una politica territoriale socialmente orientata.
Il Movimento per l'Acqua Pubblica attraversa e condivide per sua natura queste lotte in difesa di diritti non negoziabili, per la riappropriazione sociale dei beni comuni e la costruzione di nuove pratiche di democrazia.
In ogni territorio gestito da Acea sono nate lotte per l’acqua, contro la sua privatizzazione e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, da gestire in forma partecipativa e solidale.
Dal Lazio alla Toscana, dalla Campania all’Umbria, decine di comitati promuovono saperi e conoscenze, conflitto e mobilitazione e vedono riconosciute dai tribunali le proprie verità, come nel caso di Aprilia.
Nel tempo tali realtà si sono organizzati nel Forum italiano dei movimenti per l’acqua e hanno contribuito a costruire una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, su cui sono state raccolte a livello nazionale oltre 400.000 firme.
Oggi, paesi come la Bolivia, l’Ecuador, l’Uruguay e il Venezuela hanno inserito il diritto all’acqua e la sua gestione pubblica e comunitaria nelle proprie costituzioni.
Oggi, in Europa, paesi come l’Olanda hanno approvato leggi che impediscono la privatizzazione dell’acqua e città come Parigi hanno già scelto la gestione pubblica, rimandando a casa le private Suez (presente in Acea) e Veolia, le due più grandi multinazionali dell’acqua.
Nel nostro paese dalla Sicilia alla Lombardia Sindaci e amministratori locali dicono no alla cessione del capitale pubblico rifiutando la gestione privata del servizio idrico e approvando delibere che dichiarano l'acqua un bene comune privo di rilevanza economica
E’ sull’onda di queste esperienze e di tutte le lotte territoriali per l’acqua bene comune, a cui attivamente partecipiamo, che vogliamo dire chiaramente che l’acqua è un bene di tutti e che nessun Sindaco - per quanto eletto - può disporne come se gli appartenesse.
Per questo dichiariamo da subito il nostro NO all’ulteriore svendita ai privati di Acea.
Diciamo NO a chi vuole mettere le mani su un bene primario della cittadinanza.
Per questo dichiariamo da subito la nostra volontà di mobilitarci per ottenere la totale ripubblicizzazione di Acea, attraverso:
- una campagna rivolta agli enti locali, perché inseriscano negli Statuti comunali il riconoscimento dell’acqua come bene comune e del servizio idrico come “servizio privo di rilevanza economica”, premesse necessarie alla ripubblicizzazione dell’acqua;
- una campagna per la tutela della risorsa e la salvaguardia ambientale della stessa, contro i massicci prelievi e gli inquinamenti;
- una mobilitazione per il diritto all’acqua e un sistema tariffario equo, sociale e solidale;
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia e capacità di futuro.
STOP ACEA! DIFENDERE I BENI COMUNI, RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA