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LA CATASTROFE È IMMINENTE: COME AFFRONTARLA?
[09/01/2009 13.32.09]



Documento senza titolo

Con il precedente incontro di Chianciano "Fuori dal Recinto" (25-26 ottobre) abbiamo iniziato un percorso, che ora si sta allargando ad altre realtà. Era questo il nostro scopo: avviare un processo per la costruzione di un nuovo soggetto politico plurale e democratico, nella consapevolezza di interpretare un’esigenza non solo nostra. Con tutte le forze disponibili, con tutte le persone di buona volontà decise a scegliere la via dell’impegno e dell’alternativa è ora necessario e possibile fare un altro passo avanti.

Siamo ad un tornante della storia.

La crisi economica in corso porta con se una tremenda crisi sociale, culturale, ambientale.

Essa travolge le vecchie certezze: dal mito della globalizzazione, a quello del mercato. Poche decine di ipermiliardari possiedono più beni di intere nazioni e di miliardi di persone. La natura tutta – aria, acqua, suoli – è vicina al collasso. L’economia e la politica sono fuori controllo e sempre più in mano a comitati d’affari mafiosi che stanno usando ogni mezzo per scaricare la crisi sui popoli, sui lavoratori e sugli emarginati di ogni angolo del pianeta.

Ma questo non gli basta. La soluzione che il sistema  cova nel suo grembo è ancora una volta la guerra.

La crisi del 1929, per diversi aspetti di minore ampiezza e profondità di quella che ci sta travolgendo, fu risolta soltanto con la seconda guerra mondiale. E’ nostra convinzione che quel processo possa ripetersi oggi, con un impatto distruttivo ben superiore, proporzionato alla enorme potenza distruttiva dei moderni armamenti.

Ecco perché pensiamo che sia questo il momento di agire.

Di fronte a questa crisi ed ai suoi effetti devastanti, il sistema politico appare totalmente sottomesso alle oligarchie finanziarie che l’hanno prodotta.

Questa sottomissione, aggravata da un bipolarismo autoritario, è la causa del distacco crescente tra i cittadini e i loro rappresentanti, della vergognosa corruzione castale, dell’intreccio con l’economia criminale, della morte  della democrazia.

E’ riformabile questo sistema? Noi riteniamo di no. Il malaffare, come ci mostrano le innumerevoli inchieste in corso, è la norma non l’eccezione. Non si tratta dunque di mettere qualche toppa, ma di dare vita da subito ad un percorso per la costruzione di un’alternativa.

Nelle recenti elezioni abruzzesi un elettore su due ha rifiutato l’inganno della scelta all’interno del recinto in cui vorrebbero rinchiudere ed uccidere la democrazia. Questo rifiuto è la manifestazione del distacco non dalla politica, bensì dalla sua riduzione a mera gestione affaristica e autoritaria dell’esistente.

Occorre raccogliere ed organizzare questo rifiuto di massa sulla base della consapevolezza comune della straordinaria gravità della situazione, per un’alternativa fondata sui principi di Libertà, Uguaglianza e Fraternità, che affermi che l’economia, il lavoro, la vita non debbono più ubbidire a fantomatiche leggi di mercato bensì al criterio politico del bene comune, riprendendo anche i principi, sempre disattesi, della Prima parte della Costituzione Italiana.

Occorre dunque lavorare ad una risposta e ad un’organizzazione di massa, che sappia ripensare e far rinascere la politica e la democrazia, chiamando all’impegno, alla partecipazione e alla lotta tutti quanti hanno maturato – in forme e per vie sicuramente diversissime – la coscienza dell’insopportabilità del presente.

Non ci spaventano le differenze, ci spaventa l’immobilismo. In momenti eccezionali, servono risposte eccezionali, confidando sull’intelligenza, il sentimento, la responsabilità di tutti quanti risponderanno a questo appello.

Siamo convinti della necessità di questo salto di qualità perché giudichiamo inservibili le forze politiche esistenti, comprese quelle oggi costrette all’opposizione extraparlamentare, che appaiono incapaci di recidere il cordone ombelicale che le assoggetta alle forze del capitale. Esse sono caratterizzate dall’assoluta incapacità di ripensare radicalmente il presente e restano chiuse nella loro nicchia e nella autodistruttiva logica del “meno peggio” che prepara sistematicamente il peggio.

Contro le oligarchie dominanti, penetrate come metastasi in ogni angolo della società, c’è bisogno di un nuovo soggetto politico che faccia dell’alternativa la sua stella polare. Un movimento ampio, pluralista, aperto, democratico quanto deciso nell’iniziativa.

Abbiamo davanti molta strada da fare. Costruire un programma, avviare le prime iniziative,  pensare e realizzare una forma di organizzazione nuova ed efficace, affrontare come prioritaria la questione dell’informazione e della comunicazione.

Riteniamo quest’ultimo aspetto decisivo, data la necessità di cominciare a contrastare seriamente la grande menzogna in cui viviamo. Una menzogna che si dirama dal vertice del potere fino ai luoghi più reconditi della vita sociale, attraverso l’uso totalitario dei mezzi d’informazione di massa.

E’ giunto il momento di cominciare a sfidare seriamente il potere anche su questo terreno.

In questo tornante della storia gravido di incognite la maggioranza delle persone vede la propria esistenza avvolta nell’incertezza. Chi già viveva in quella condizione la vede peggiorare di giorno in giorno. Chi credeva davvero di vivere nel migliore dei mondi possibili comincia ad avere molti dubbi.

Non è che l’inizio, la crisi continuerà a demolire ogni certezza. L’illusione di uscirne con misure tese al rilancio dello “sviluppo” avrà vita breve. Stiamo andando verso una generale resa dei conti: con la natura devastata sull’intero pianeta, con l’incontenibile flusso di popolazioni in fuga dai paesi depredati, nel quadro, che si allarga, di una tragica guerra infinita.

I centri dominanti del potere economico e politico entreranno ben presto in conflitto, ognuno per salvare se stesso contro gli altri, ma tutti uniti contro la stragrande maggioranza della popolazione chiamata a pagare, a soffrire, a subire ogni tipo di prepotenza.

Non possiamo attendere oltre, è questo il momento di agire!

Tutti coloro che si riconoscono in queste esigenze sono invitati a partecipare, per unirsi in un progetto di radicale cambiamento dell’attuale stato di cose.

 

L’ordine dei lavori dell’incontro di Chianciano è il seguente:

SABATO 24 GENNAIO     ore 15,00 – 19,30

Discussione, sulla base del presente appello, di una proposta di iniziativa e di coordinamento di tutte le opposizioni che si collocano “fuori dal recinto”.

DOMENICA 25 GENNAIO     ore 9,00 – 13,00 e 14,00 – 17,30

Presentazione del progetto dell’Associazione per la Rivoluzione Democratica.

Dibattito ed approvazione del documento costitutivo, di cui pubblicheremo la bozza nei prossimi giorni.

 

L’incontro si terrà presso il Grande Albergo Le Fonti, in piazza Italia a Chianciano.

Il prezzo per la pensione completa (cena, pernottamento, prima colazione e pranzo) è di euro 40 in camera doppia e di euro 48 in camera singola.

 

E’ importante prenotare al più presto

telefonando al 347 7815904

o scrivendo a conferenzachianciano@libero.it

Comitato provvisorio del primo incontro di Chianciano

 



Caro e cara amica

ti inoltro l’ appello sottostante,  con due parole di spiegazione del perché di questo invito ad esaminare l’ opportunità di essere presente a Chianciano il prossimo 24-25 gennaio.

Ricordo un richiamo, insolito come murale, scritto nel mercato indigeno di San Cristobal in Messico : " Aprite gli occhi. Il mondo va male!.

Forse anche tu pensi che siamo messi male, in Italia e nel mondo. Ma forse siamo messi anche peggio di quanto tu e io vorremmo credere e probabilmente basteranno pochissimi mesi ancora per verificarlo.

Siamo di fronte ad un passaggio epocale che sta trasformando radicalmente il nostro modo di vivere, mettendo in crisi i nostri riferimenti morali, apprestandosi a modificare forse irreversibilmente la nostra stessa natura umana, ormai mercificata, ridotta a nuova e ultima sponda della accumulazione capitalista (se ti sembra eccessivo ti darò i riferimenti scientifici necessari a una tua indagine). Il tutto all’ interno di una grande menzogna informativa che ci avvolge.

Io non penso che le tradizionali forze politiche, dalla destra all’ estrema arcobalenica sinistra, perse nelle loro diatribe di casta, siano oggi in grado di guidare il paese in questo difficile passaggio. E penso sia illusorio pensare di tutelarsi chiudendosi nel proprio privato.

L’ignoto indigeno ha ragione : "Apriamo gli occhi, il mondo va male". Anzi, malissimo.

Perché mi è interessato incamminarmi con questo gruppo di persone, quasi tutte sconosciute fino a tre mesi fa, con cui ci siamo trovati alcune volte in pochissimi mesi per conoscerci e confrontarci e con le quali lanciamo questo appello per ritrovarci e discutere il 24 gennaio a Chianciano con chiunque voglia venire, fuori da recinti ideologici o politici, per poi dar vita il 25, con chi è d’accordo, ad un nuovo soggetto politico, plurale e democratico, che per ora prenderà il volto di una Associazione?

Perché siamo persone provenienti da esperienze e culture politiche diverse, anche partitiche, con le quali non ci identifichiamo più, che concordano su alcuni pochi punti per me significativi:

  • il rifiuto dell’ idea di "sviluppo" che ha plasmato l’ attuale globalizzazione (per un estimatore di Illich, un invito a nozze)
  • il giudizio sull’ asfissia cui le varie caste (politica, sindacale, dell’ informazione etc) hanno ridotto la democrazia e la politica, cioè il “buon vivere” comune
  • il rifiuto delle varie guerre in atto mosse con false motivazioni nell’ interesse esclusivo delle classi dominanti
  • la volontà di riappropriarci della sovranità di paese libero da basi militari straniere
  • la volontà di rendere operanti per tutti quegli articoli della Costituzione da sempre disattesi (il rifiuto delle guerre di aggressione, il diritto ad un lavoro degno ed equamente retribuito etc)
  • la difesa del territorio e delle comunità che su esso vivono, dalla progressiva devastazione legata al modello economico imperante
  • la necessità di forare il muro della disinformazione che ci è stato costruito attorno in questi anni
  • la necessità di trovare, pur nel rispetto delle singole diversità di pensiero, alcuni paradigmi comuni su cui rifondare la nostra comunità nazionale aperta al dialogo politico con le altre comunità nazionali

Ci riusciremo? La difficoltà incontrata a scrivere un "manifesto" comune, che dovrà essere base per la costituenda "associazione", ci avverte che non sarà facile. Ma la discussione per arrivarci è ad oggi stata civile e rispettosa. Qualcuno, dissentendo, ci ha lasciati, ma senza rispettive scomuniche. E’ incoraggiante.

Io definirei il tentativo come la traversata di un profondo canyon su un filo teso fra le due sponde. Ma so che la sponda su cui sono sta per franare, e che non posso attendermi il più sicuro elicottero della Protezione civile, rimasto senza carburante. E che al momento non vedo altro modo per passare dall’ altra parte del precipizio.

Uscendo dalla metafora, credo che il tentativo che stiamo facendo non ha, oggi, molte alternative e che esso avrà possibilità di riuscita se saremo in molti, decisi a voltare pagina e a farlo con spirito costruttivo, con modestia ma con perseveranza, accettando con pazienza le varie asperità.

Non sono un ingenuo, in passato ho già sperimentato le difficoltà di tentativi similari poi finiti male. E' un rischio che accetto nuovamente, perchè vedo altre strade impercorribili.

Sappiamo che il soggetto che vogliamo costruire dovrà essere democratico, plurale, efficace. Gli obbiettivi primari sono quelli prima elencati. Il percorso è tutto da costruire. Mi farà piacere se verrai a "vedere" come si dice al poker. Poi potrai unirti o no. Ma certamente avrai conosciuto gente nuova, che ancora non si arrende.

Con amicizia

Aldo Zanchetta

Ultimo aggiornamento
8.9.2010 ore 13.30
AGENDA
Le nostre iniziative
i Guardiani della Terra

Continua la serie di incontri in trentino con i rappresentanti del Popolo colombiano U’wa, una delle popolazioni indigene più antiche.

Assieme a CAI, SAT, CIPRA, Mountain Wilderness, il Parco Adamello Brenta, in collaborazione con l’associazione Yaku, la testimonianza ed i rituali degli U’wa per uno spettacolare abbraccio alle montagne di tutto il mondo e a quello che simbolicamente rappresentano.

Il 2010 anno della biodiversità, le montagne e le culture originarie come i più antichi racconti ed i moniti per il futuro della nostra Madre Terra.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI in TRENTINO

  • IL 22 LUGLIO Pian delle Bedole, Parco Adamello Brenta.

“Alla scoperta del ghiacciaio che non c’è più”

Con il seguente programma:

 

Ore 10,00 - Ritrovo piazzale funivie di Pinzolo

.

Partenza per la Val di Genova con pulmini messi a disposizione

gratuitamente dal Parco Naturale Adamello Brenta.

 

Ore 11,00 - Escursione guidata da Pian di Bedole - Rifugio Bedole

 

inizio Sentiero SAT del Matarot (n. 241)

 

ore 13,30- Rientro a Pian di Bedole e pranzo al sacco.

 

Ore 14,00 - Testimonianze degli U’wa in difesa del ghiacciaio andino del Cocuy

 

Partecipano Claudio Bassetti e

Piergiorgio Motter della SAT - Società degli Alpinisti Tridentini e

Claudio Ferrrari Direttore del Parco Adamello Brenta.

 

Ore 15,00 - Rientro e breve sosta per ammirare le cascate di Lares.

www.yaku.eu/download/adamellouwa.pdf

 

Con la SAT e il Parco Adamello Brenta. Con gli esperti glaciologhi, sulle orme di un ghiacciaio che fu. Con i rappresentanti del Popolo U’wa, in difesa del ghiacciaio andino del Cocuy, sacro alle popolazioni indigene, minacciato da megaprogetti di Ecoturismo. Con la partecipazione del Presidente della SAT Piergiorgio Motter, il Vicepresidente Claudio Bassetti, il direttore del Parco Adamello Brenta, Claudio Ferrari. Il glaciologo Christian Casarotto.

  • IL 23 LUGLIO A CLES

“Dalle Ande alle Alpi, per i diritti della Madre Terra”

Ore 20.30 a Cles. Sala Ex Filanda.

Con la collaborazione dell’Ass.ne Mario Pasi, Casa della Sinistra e degli Ecologisti. 

 

 

 


Incontro dei popoli sulle Dolomiti. La sofferenza della Marmolada lenita dai canti U'wa

Ieri la Marmolada, regina delle Dolomiti, ha ospitato un incontro speciale, interamente dedicato alle montagne, all’acqua, alla salvaguardia del patrimonio naturale e alle popolazioni che si battono per difenderla, in primis quelle indigene. Un incontro per metà festa per metà riflessione, ma anche teatro eccezionale per lanciare forti denunce contro politiche miopi e voracità economiche. E per recuperare assieme quella sacralità che noi tutti percepiano e di cui abbiamo quasi paura a parlare.

E sacralità, ieri in Marmolada, ce n’era tanta.

Al Rigugio Pian dei Fiacconi, con il ghiacciaio della Marmolada alle spalle con le falesie grigie per le nubi basse e le grolle agitate; il gruppo del Sella che ci fissava negli occhi imperioso, un tribunale naturale. E il Sasso Lungo, lontano, proteso.

 

 


Il Salento incontra la Colombia

Incontro magico, ma anche politicamente forte,  fra la delegazione colombiana in visita in Italia con l’associazione Yaku e le istituzioni ed i movimenti in difesa del territorio del Salento rappresenta dal Comitato SS275.

Giovedì 15 luglio, Berito Kuwaria e Daris Cristancho della popolazione U’wa, assieme a Danilo Urrea - appartente all’associazione ecologista Censat e alla Red Vida, la Rete latinoamericana dei Movimwenti per l’acqua e collaboratore dell’associazione di Justicia y Paz -  che assieme rappresentano le istanze delle popolazioni indigene unite alle proposte coraggiose delle organizzazioni umanitarie, in un partecipato incontro ad Alessano nel cuore del Salento sono riusciti ad annullare distanze culturali e territoriali fra la meravigliosa terra salentina e i territori colombiani.

Megaprogetti,  multinazionali e spregio delle voci delle comunità locali: questi i comuni denominatori che hanno avvicinato la Colombia ed il Salento, gli U’wa e il Comitato 275 - formatosi per arginare  la costruzione dell’omonima statale, ennesima ed inutile violenza contro un territorio già fiaccato da speculazione e sfruttamento. Coinvolgendo le decine di persone presenti nell’elaborazione di una visione comune. In difesa della terra, dei diritti civili, delle culture ancestrali ed antiche.

Partendo dalle toccanti testimonianze degli U’wa, che impersonano la persecuzione e la resistenza delle popolazioni indigene in Colombia, Danilo Urrea ha colpito per la descrizione puntuale della situazione in cui versa il suo Paese e sulle prospettive con il neoletto Presidente della Repubblica Juan Manuel Santos, il candidato conservatore delfino del presidente uscente Alvaro Uribe.


Dal Salento alla Colombia in difesa della terra

I Guardiani della Terra a Massa

Primo appuntamento della rappresentanza U’wa, in visita in Italia con Yaku fino al 25 luglio: a Massa, con l’associazione Pietra Vivente, la delegazione delle popolazione indigena colombiana è stata ricevuta dal Presidente della Provincia Osvaldo Angeli, Sindaco della città di Massa Roberto Pucci e dall’assessora provinciale alla Cultura, Lara Venè.

Un incontro partecipato ed intenso, che ha tracciato i primi saldi legami fra locale e globale connettendo le problematiche ambientali locali della zona - Elia Pegollo, portavoce di Pietra Vivente, ha illustrato la seria situazione in cui versano le Alpi Apuane, le “montagne di Michelangelo”, sventrate dall’industria del marmo - e il messaggio universale di difesa del pianeta Terra di di cui gli U’wa sono portatori.

 “Noi non possiamo negoziare, non possiamo prendere ciò che vogliamo, dalla nostra Madre Terra. Questa è la legge naturale. Sira dice che il mondo non si può vendere. Se volete, costruitevi un mondo vostro e vendetelo. Il Popolo U’wa combatte per tutte le popolazioni del mondo, non solo per salvare il Kajka – Ika”.

Berito Kuwaria, rappresentante spirituale del popolo U’wa, pronuncia queste parole in lingua U’wa. Il Kajka – Ika  è il loro territorio ancestrale, che per loro è il centro del mondo. Poi comincia a cantare le antiche canzoni del suo popolo – che ha tradizione solo orale -  officiando un rito d’augurio e di conciliazione.


La Rivoluzione dell'Acqua allo Sherwood festival

Intorno ai referendum contro la privatizzazione e mercificazione dell’acqua si sta attivando un ampio protagonismo sociale. La difesa dell’acqua può rappresentare un occasione importante per elaborare, inventare, costruire pratiche, approfondimenti, innovazioni che non si fermano alla difesa dello status quo ma che invece affrontano, nella complessità della modernità, la ricerca teorica e pratica intorno al tema della pratica del comune. Temi che ci portano immediatamente in una dimensione globale ma che ridisegnano anche la necessità di pratiche locali indipendenti che affrontino il percorso di ripublicizzazione della gestione delle risorse idriche a livello territoriale. Se ne parlerà lunedì sera allo Sherwood festival. 

Aperitivo e presentazione del libro a cura Associazione Yaku La rivoluzione dell’Acqua – La Bolivia che ha cambiato il mondo, Ed. Carta.

Apertura con immagini dalla Feria Internacional de l’Agua in Bolivia verso Cop16 Cancun Introduce e coordina: Vilma Mazza, Associazione Ya Basta

Partecipano: Marco Bersani, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

Walter Bonan, Comitato bellunese Acqua bene comune

Eriberto Eulisse, Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua

Francesco Pavin, Presidio No dal Molin Vicenza

Paolo Cacciari, Cantieri Sociali Luigi Barbieri, Comitato cittadino "Venezia per l’acqua pubblica”

Allo Sherwood Festival è possibile ogni sera firmare per i referendum in difesa dell’acqua. Apertura con immagini dalla Feria Internacional de l’Agua in Bolivia verso Cop16 Cancun

http://www.sherwood.it/Acqua-bene-comune,5404


A Trento Acqua in movimento

Per capirne di più sul decreto Ronchi e sui rischi della “Privatizzazione del servizio idrico”, presentazione del volume “Acqua in movimento – Ripubblicizzare un bene comune”.Con Marco Bersani, membro del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e autore del libro. Al museo di Scienze naturali, oggi 17 giugno alle ore 17.00


Trentino: doppio appuntamento nelle Giudicarie

In Trentino la campagna referendaria per l'acqua pubblica continua ad essere spunto di riflessione collettiva.

Nelle Valli Giudicarie, un doppio appuntamento con i neonati comitati cittadini 
Per descrivere insieme il cammino per difendere laghi, torrenti, fiumi delle montagne dolomitiche, patrimonio collettivo, bellezza universale.
mercoledì 9 giurno: ore 20.30 Sala Consiliare del Comune, Ponte Arche
 gioved' 10 giugno: ore 20.30 Sala Cnetro Studi Judicarie, Tione di Trento
Francesca Caprini, Yaku - Forum Italiano dei MOvimenti per l'Acqua
Gianfranco Poliandri e Roberto Antolini, Comitato Acqua Bene Comune di Trento
Organizza: Comitato Acqua Bene Comune Valli Giudicarie


Trentino per l'Acqua

Padova 30 maggio A Rubano “La Paz del Agua” la mostra fotografica di Lorenzo Scaldaferro sulle attività e i progetti di cooperazione realizzati da Yaku e i movimenti sociali in Bolivia

SPICCHI D'ACQUA
Hidronotizie dall’Italia
900.000 FIRME!!!

Quasi 900mila firme raccolte fino ad oggi. Migliaia di cittadini continuano a scegliere i diritti e stanno continuando a firmato per i 3 referendum. L'obiettivo che il comitato promotore si pone adesso è quello del milione di firme.


Ronchi cerca la sua verità. In un'acqua troppo torbida.
“Le verità sull'acqua”, né più né meno. Andrea Ronchi pubblica sul sito del ministero delle Politiche comunitarie un vademecum di domande e risposte per “spiegare” le ragioni dell'intervento legislativo che obbliga la messa a gara del servizio idrico integrato.

Riunione del comitato Acqua bene Comune Trento: oltre Le 7000 Firme In Trentino

Una campagna referendaria diversa, con un approccio nuovo e finalità che vanno oltre la vittoria elettorale”. Così il Comitato Acqua Bene Comune di Trento..


Referendum acqua: superate le 350mila firme raccolte

Dopo un altro straordinario fine settimana di banchetti, abbiamo superato le 350mila firme. Sono passati solo 15 giorni di raccolta firme e siamo già a metà strada rispetto all'obiettivo che il Comitato Promotore dei referendum sull'acqua si era posto all'inizio della campagna (700mila firme entro luglio)


Risposta al Ministro Ronchi
Ronchi sul manifesto del 28 aprile attacca il Forum dell'Acqua. Di seguito la risposta del Forum

Aprilia,verso il referendum sull'acqua

Siamo ad Aprilia, terza città del Lazio, Comune guidato da un sindaco 'civico' di estrazione socialista, territorio animato da numerosi movimenti cittadini che dall'arrivo del gestore Acqualatina - era il 2003 - hanno fatto capire di non apprezzare aumenti e imposizioni di ogni natura. Il municipio guidato da Domenico D'Alessio è a lavoro per riprendersi depuratori e rete idrica, mentre sono già migliaia le famiglie che anziché pagare le bollette al gestore pubblico/privato, versano la tariffa  senza aumenti direttamente nelle casse comunali. Uno schiaffo ai colossi francesi che controllano l'oro blu in provincia di Latina, quegli stessi 'allontanati' proprio dove hanno casa, come accaduto a Parigi.


In Risposta a Di Pietro

Il Forum dei Movimenti per l’acqua pubblica ha ricevuto ieri sera una lettera dell’On. Di Pietro, in risposta alla richiesta di incontro avanzata all’Italia dei Valori qualche giorno fa.


Le bella storia delle bottiglie d'acqua..
guarda il video...

Depositati in Cassazione i quesiti referendari per l’acqua pubblica

Sono stati depositati oggi 31 marzo 2010 presso la Corte di Cassazione di Roma i quesiti per i tre referendum che chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte della gestione dell’acqua ai privati e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce.


Tutti in piazza per l'acqua libera:"siamo in 200.000"

«Siamo 200mila», dicono gli organizzatori dei manifestanti del corteo contro la privatizzazione dell'acqua. Il lungo e colorato corteo dopo aver sfilato per la strade di Roma è giunto a Piazza Navona. La protesta è indetta dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua. In piazza a Roma per dire no alla gestione dell'acqua da parte di privati e multinazionali e per «riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l'approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare (per cui sono già state raccolte 400 mila firme) per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell'acqua. E' la seconda manifestazione dopo quella del 2008 e si svolge in concomitanza con la Giornata mondiale dell'acqua che ogni anno l'Onu indice per il 22 marzo.


OJOS INQUIETOS
Sguardi sull’america latina
Brasile: scade la Petizione per il fiume São Francisco

Egregio Signor Ministro Presidente, siamo a conoscenza del fatto che il progetto di trasposizione del fiume São Francisco, sotto la responsabilità del Governo Federale, rappresenta una minaccia per l'ambiente e per la vita dei popoli indigeni, delle comunità afrodiscendenti quilombolas e delle comunità tradizionali che vivono lungo le sponde del fiume...

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STORICA MARCIA SU BUENOS AIRES DEI POPOLI INDIGENI ARGENTINI
E’ in corso dal 12 scorso la Marcia dei popoli originari dell’Argentina su Buenos Aires per manifestare il 20 di fronte alla Casa Rosada e chiedere il rispetto dei propri diritti fra i quali la restituzione dei territori usurpati, in misura sufficiente a condurre una vita degna...

MESSICO, 'IL FETIDO ODORE DELLA GUERRA'

Il 27 aprile una carovana umanitaria che si dirigeva con aiuti a San Juan Copala, nella zona degli indigeni triquis nello stato di Oaxaca, nei pressi della località La Sabana è stata attaccata da un gruppo paramilitare, con il bilancio di due morti e di vari feriti...

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Condena Agresión Armada en San Juan Copala, Oaxaca

l Frente Indígena de Organizaciones Binacuionales (FIOB), a través de su Consejo Central Binacional manifiesta al mundo entero que como organización social comprometida con la defensa de los derechos universales del ser humano, vemos con preocupación la escalada de violencia que prevalece en varios estados de la República Mexicana y en particular lo acontecido el día martes 27 de abril en el Municipio Autónomo de San Juan Copala, Oaxaca, México.

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Piden al TSJ que los indígenas sean juzgados por sus jueces naturales
Organizaciones sociales y populares, defensoras de Derechos Humanos en Venezuela y América Latina, unen sus voces solidarias para que el Tribunal Supremo de Justicia en Venezuela, decida sobre la causa que mantiene privados de libertad a indígenas de la Sierra de Perijá...

El conflicto en Perijá es por el derecho indígena a sus tierras ancestrales

Aderiamo alla petizione in appoggio al Pueblo Yukpa

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Galleria fotografica: Pueblo U'wa en defensa del planeta azul
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Una miniera d'oro a cielo aperto minaccia la riserva di biosfera di Baja California Sur

Lottiamo per proteggere la nostra Sierra La Laguna. È una riserva di biosfera riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità e la vogliono distruggere. Una miniera d'oro a cielo aperto, ecco cosa vogliono ricavare dal cuore del nostro paradiso

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La Paz senz'acqua

Si stanno sciogliendo più rapidamente del previsto i ghiacciai che assicurano il rifornimento idrico alla capitale boliviana

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Bolivia: avanza il processo per l'interdizione di Sanchez de Lozada
La settimana scorsa – il 26 di settembre – è ufficialmente iniziata in Bolivia la fase di produzione delle prove per il cosiddetto “Octubre nigro”, il massacro di civili ordinato dall’allora presidente Gonzalo Sanchez de Lozada, che nel 2003 fece oltre 60 vittime e centinaia di feriti. ...

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