Si conclude oggi sotto la neve, a Belluno, la “vuelta” in Italia della Rivoluzione dell’Acqua.
Ma la lotta dei movimenti per la ripubblicizzazione dell’acqua e per una democrazia dei territori continua in tutto il Paese, da Bari a Belluno.
Giovedì scorso Oscar Olivera alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari ha parlato di come a Cochababamba circa 10 anni fa la gente comune si è ripresa l’acqua. E lo ha raccontato al Governatore della Puglia, Nichi Vendola, a Fabiano Amati, assessore delle Regione alle Opere Pubbliche, e ai movimenti, Il Forum dei movimenti per l’acqua, il comitato pugliese Acqua bene Comune, l’associazione Yaku e un rappresentante dei lavoratori dell’acquedotto. Poi è intervenuta anche Anne Le Strat da Copenaghen, la direttrice dell’impresa Parigina che nel 2010 sarà definitivamente strappata dalla morsa privatizzatrice delle multinazionali Suez e Veolia, e tornerà nelle mani dei cittadini francesi.
Il ciclo di incontri la Rivoluzione dell’Acqua organizzato da Yaku insieme a tante realtà locali e nazionali del nostro Paese è arrivato a Bari perché l’aquedotto pugliese, un colosso da 20 mila chilometri di rete, 176 depuratori, 10 mila chilometri di fogne e circa 4 milioni di utenti dovrebbe trasformarzi nel giro di qualche mese da società per azioni in Ente di diritto pubblico.
Un processo di ripubblicizzazione iniziato dai movimenti dell’acqua e ora portato avanti anche dal Governatore della Puglia, Nichi Vendola, che oltre ad essere un percorso denso di “intrighi” e “schermaglie politiche” dentro i partiti della sinistra che dovranno sostenerlo in giunta, rappresenta la punta di lancia dei movimenti per l’acqua e la prova della capacità di mobilitazione delle forze locali e nazionali del nostro Paese per la difesa dei beni comuni.
Gianni Carella che lavora nell’acquedotto da venti anni ha criticato, da “dentro”, la gestione privata dell’acqua. E ha ricordato come dal 2000, quando l’acquedotto si è trasformato in SPA l’incredibile alternanza di amministratori delegati al potere, quasi uno all’anno. E lo spreco di energia che consuma l’acquedotto. Basterebbe poco per risparmiare decine di milioni di euro ogni anno.
Da parte sua il Governatore Vendola, per sottolineare la serietà del percorso intrapreso verso la completa ripubblicizzazione, ha sfoderato cifre incoraggianti sulla riduzione delle perdite dell’acquedotto entro il 2010 sotto il 30%, del recupero delle tariffe dei contatori truccati che incidono sul budget per il 25% e sulla prospettiva di inserimento del telecontrollo sull’impianto per intervenire sui guasti in modo tempestivo.
“La ripubblicizzazione fondamentalmente può limitarsi ad una legge, ma nessuna norma, nessuna regola, può garantitre la riapproriazione di un bene comune” ha spiegato Oscar Olivera parlando dell’esperienza di Cochabamba “conta la partecipazione della gente, il contributo dei lavoratori dell’impresa, per andare oltre alle inefficenti e corrotte forme di gestione pubblica che conosciamo e alle fallimentari alternative private che ci stanno derubando dei beni comuni”.
L’idea dei movimenti sociali che nel 2000 hanno per la prima volta lanciato nel mondo l’urlo contro le privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, è la crezione di un nuovo concetto di gestione e di proprietà “sociale”. “Il processo di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese può riavvicinare i cittadini al territorio – ha chiuso così Oscar Olivera - in un percorso che vada oltre alla riconquista dei beni comuni e de-privatizzi la politica riconsegnandola nelle mani dei cittadini.”
Dopo la conferenza all’Università c’è stata la visita collettiva nel palazzo dell’acquedotto, un sorta di memoria storica dell’acqua e della città. Il Presidente Monteforte ha proposto un scambio di esperienze e di tecnici con l’impresa municpale che gestisce l’acqua di Cochabamba. Vedremo.
Domani ultima tappa della Rivoluzione dell’Acqua a Belluno. Ma ormai l’onda lunga della riconquista della politica e dei beni comuni è in movimento.
A Trento il 22 dicembre si terrà la prima assemblea autoconvocata in difesa dell’acqua, davanti al teatro San Marco, dove il giro di incontri era iniziato il 10 dicembre scorso.