Partiamo con Yaku verso la Colombia, per una missione di circa due mesi, che comprende almeno tre obiettivi: seguiremo l’andamento del progetto di cooperazione internazionale “Emergenza malaria per il popolo indigeno U’wa”, sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento e che prevede l’appoggio sanitario (medicine, attrezzature ospedaliere per la struttura sanitaria di Cubarà, zanzariere e tester) e la costituzione, formazione ed agibilità di una “Brigada de Salud “(un presidio sanitario mobile composto da due medici, tre infermieri ed un piccolo ospedale da campo trasportabile, tutto appartenente all’Ospedale di Cubarà, regione di Boyocà, Colombia), che ciclicamente attraverserà la foresta del territorio indigeno per portare aiuto laddove l’emergenza malarica sta minacciando maggiormente la sopravvivenza della popolazione degli U’wa, soprattutto della popolazione infantile e i più fragili.
L’equipe di Yaku prevede giornalisti, attivisti, fotografi, documentaristi.
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Il secondo obiettivo appartiene alla storia di amicizia e collaborazione con il Popolo U’wa, che dura da molti anni, e che racconta di una militanza comune per la difesa della Madre Terra, dell’acqua e delle montagne, che unisce Ande ed Alpi, e i loro popoli. Yaku, che in lingua andina quechua significa “acqua”, è impegnata nella salvaguardia dell’acqua come bene comune, diritto umano ed ambientale, attraverso progetti di cooperazione internazionale, campagne di informazione e sensibilizzazione e progetti di interscambio fra il Popolo Naciòn U’wa e le comunità di montagna italiane e trentine

Negli ultimi 15 anni, il Popolo U’wa, attraverso i suoi rappresentanti, ha visitato almeno tre volte il Trentino e le sue montagne. Incontri camminanti, aperti alle organizzazioni montane, a studenti delle scuole, ad associazioni e gruppi, ed alcuni con il MUSE – Museo di Scienze di Trento: la testimonianza degli U’wa, per denunciare internazionalmente i continui attacchi da parte di multinazionali ed eserciti, al loro territorio sacro. Ma anche per un’ideale congiunzione fra le nostre Alpi e le loro montagne, e fra i relativi ghiacciai: in particolare il ghiacciaio andino El Cocuy, appartenente alla Sierra Nevada del Cocuy, nel Nord Est della Colombia, al confine con il Venezuela, per loro imprescindibile “luogo di potere”.
Anche El Cocuy – per loro Zizuma – è un ghiacciaio in sofferenza: il cambiamento climatico, ma soprattutto i progetti di sfruttamento (turismo, petrolio, metalli), minacciano questo immenso spazio montano e la sua integrità.
Per questo, parte della missione con il Popolo U’wa sarà attraversare il loro territorio.
Il territorio U’wa (resguardo), parte dalle pianure delle regioni di Boyacà, Casanare e Santander, fino a raggiungere i paramos (preziose torbiere andine ai piedi dei ghiacciai) ed il ghiacciaio del Cocuy: 4 fasce termiche che scivolano dai 5500 metri al livello del mare: ognuna con le sue comunità u’wa che hanno trovato adattamento e consuetudini a seconda dell’altezza del proprio villaggio.
Cammineremo insieme a rappresentanti del Consiglio Indigeno U’wa (Cabildo Mayor), alla sua referente Daris Maria Cristancho – uno dei volti noti a livello internazionale del Popolo U’wa) – ad alcuni giovani ragazzi del neonato “Equipo de Comunicacion” (un gruppo di giovani u’wa che sta imparando i rudimenti della comunicazione e della fotografia). E incontreremo a metà strada l’equipe medica con la quale concluderemo la missione, aiutando e documentando il delicato intervento medico a membri di una popolazione oroginaria.
L’Ospedale di Cubarà, con il quale Yaku collabora da molti anni con vari protetti di sostegno, ha infatti reparti e personale formato per parlare, interagire e curare il popolo U’wa: non solo abbiamo sostenuto il reparto maternità indigeno (una capanna dove le donne u’wa possono partorire secondo le proprie tradizioni), ma anche una farmacia di medicamenti di origine U’wa, meno costosi e molto più consoni.
Inoltre, parte del personale sanitario comincia ad essere anche composto da persone del popolo U’wa.
Saremo noi, questa volta, a calpestare le loro montagne, dopo i cammini che tante volte hanno visto il Trentino accogliere gli U’wa sotto ghiacciai e su alcune delle nostre montagne più belle.
Cammineremo assieme condividendo l’urgenza della salvaguardia degli ecosistemi montani, denunciando anche noi i pericoli che le nostre montagne stanno affrontando (a partire dalle criticate Olimpiadi Invernali, da overtourism e sfruttamento idrico).

Infine, ma non per importanza, la produzione di audio documentari, materiale fotografico e video: sarà parte del racconto che scriveremo insieme.
Yaku, 5 febbraio 2026

