Donne In Difesa Di. A Trento il 24 novembre la Conferenza internazionale

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DONNE IN DIFESA DI

Dalla Valsugana a Trento un novembre all’insegna della lotta verso discriminazioni di genere e per la valorizzazione del protagonismo femminile nei territori, nella politica, nell’attivismo sociale

Il 24 novembre dalle ore 19.00 si terrà presso il Centro per la Cooperazione Internazionale  la conferenza Donne In Difesa Di.

Saranno presenti

Tatiana Roa Avendano, presidentessa dell’associazione colombiana Censat Agua Viva, attivista ed ecologista con il Movimento Rios Vivos Colombia

Itziar Caballero Gonzales, Coordinatrice CEAR – Commissione Aiuto ai Rifugiati dei Paesi Baschi

Ouedane Mejri, attivista tunisina Associazione PONTES

Introdurranno

Francesca Caprini – Yaku Onlus

Francesco Martone – rete In Difesa Di

Con i saluti istituzionali dell’Assessora alle Pari Opportunità e Cooperazione allo Sviluppo Sara Ferrari e di Fabrizio Petri, presidente del CIDU – Comitato Interministeriale per i Diritti Umani.

Alle 19.00 sarà offerto un buffet a cura dell’associazione Amici della Colombia, mentre alle ore 17.00 sempre nelle sale del CCI – Vicolo San Marco, 1 – si terrà la Tavola Rotonda delle associazioni con Francesco Martone che presenterà la rete In Difesa Di, per ragionare di shrinking spaces (con il documento realizzato dal TNI – Transnational Institute e le cosiddette shelter town, ovvero le città rifugio per difensore e difensori dei diritti umani sotto minaccia nel mondo.

QUI LE BIOGRAFIE delle e dei partecipanti alla rassegna Donne in Difesa Di

SCARICA  la locandina

LEGGI un estratto del libro “I territori, le miniere i e noi: come donne, ci interroghiamo”, a cura di Tatiana Roa del Censat Agua Viva.

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Verso il 25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Donne In Difesa Di è una rassegna d’incontri, presentazione di libri, conferenze internazionali, corsi di formazione, seminari, che per tutto il mese di novembre vuole creare un confronto ampio su come le donne nel mondo siano diventate un simbolo: da una parte oggetto di violenza e criminalizzazione, dall’altra asse centrale del più grande cambiamento della nostra epoca, quello legato alla costruzione di alternative all’economia neoliberista e alla sperimentazione di nuove pratiche sociali.

Si capisce che i due aspetti siano strettamente connessi: viviamo in un sistema economico che si basa sull’esistenza necessaria delle diseguaglianze, sull’accaparramento delle risorse e delle terre, per poter alimentare l’idea di uno sviluppo senza limiti.  Ad opporsi a questa condizione sono  sempre più le donne, in prima linea per la difesa dei beni comuni e della salute delle proprie comunità rurali o urbane; ad essere insomma, il motore di cambiamenti profondi, basati innanzitutto sulla costruzione di ricette economiche che valorizzano la solidarietà, la circolarità, la cura, il rispetto per l’ambiente e la pacificazione dei territori.

Una delle dirette conseguenze è che in tutto il mondo si sta registrando un aumento verticale di femminicidi e violenza di genere, in maniera proporzionale a quanto le donne scendano in campo.

Ecco perché anche il titolo della nostra rassegna ha due letture: in difesa  delle donne, e donne in difesa di diritti umani ed ambientali.

Come associazione che lavora da anni in America latina ed in Colombia in particolare, ci stiamo battendo per denunciare la mattanza di attiviste ed attivisti, leader comunitari e difensori di diritti, che dalla firma degli accordi di pace fra governo Santos e Farc – lo scorso dicembre – ha raggiunto numeri a tre cifre e non si placa: l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, l’Onu l’Istituto Internazionale per lo Sviluppo e la Pace (Indepaz) e molte fra le maggiori organizzazioni per i diritti umani, lanciano l’allarme per la drammatica escalation di violenza in un Paese già considerato tra i più pericolosi del mondo per chi si batte per la giustizia sociale e ambientale: si parla di oltre 160 omicidi, di cui la metà solo dall’inizio del 2017. Fra questi, il recente “Massacro di Tumaco” dello scorso 5 di ottobre, in cui hanno perso la vita almeno 7 contadini ammazzati dalla polizia colombiana.

In questo panorama, le donne sono particolarmente prese di mira: una violenza che si scatena contro il loro corpo e contro la loro volontà di prendere la parola in un sistema profondamente  machista e patriarcale.

Le donne, prime vittime di un conflitto armato che ha lasciato milioni di vittime in poco più di mezzo secolo, sono in questa fase della vita politica della Colombia le protagoniste della costruzione della pace: colpire una donna in Colombia significa colpire l’intera comunità; colpire il corpo di una donna, significa violare un intero territorio.

Yaku ha costruito un dossier “Mujeres por la paz en Colombia – Donne per la Pace in Colombia”, frutto della missione della primavera di quest’anno nei territori di conflitto del Pacifico colombiano e della regine del Cauca e del Meta, durante la quale abbiamo partecipato e contribuito ad organizzare una serie di laboratori ed eventi di rafforzamento del ruolo delle donne in comunità indigene e contadine. Un dossier di cui verranno presentati alcuni estratti attraverso l’Atlante delle guerre e dei conflitti.

Per questo abbiamo costruito, insieme all’Assessorato Pari opportunità e Cooperazione allo sviluppo, al CSV, al CCI, al Forum Trentino per la Pace, al Centro Studi Difesa Civile di Roma e alla rete In Difesa Di, di cui Yaku fa parte, il percorso “Donne In Difesa Di”:

perché crediamo che in questa fase, il ruolo della cooperazione internazionale, dell’educazione nelle scuole e sensibilizzazione nei territori, il creare incontri, confronti, il rafforzamento fra associazioni, organizzazioni, movimenti sociali, sia fondamentale.

Un percorso che non si esaurirà con gli incontri di questo novembre, ma continuerà per tutto il 2018 con il progetto d’interscambio fra italia e Colombia “Donne costruttrici di pace”.

E che vuole iniziare a costruire una riflessione su come il Trentino possa scendere in campo per adottare misure per la difesa dei diritti delle attiviste che vivono sotto imminente minaccia nei propri paesi d’origine ma anche nei nostri territori. Il CIDU – Centro Interministeriale per i Diritti Umani – ha difatti dato il patrocinio alla conferenza internazionale del 24 di novembre. E continuerà a collaborare con la rete in Difesa Di, di cui Yaku fa parte.

Yaku sarà parte di una serie di incontri istituzionali per tutto il 2018, partecipando alle iniziative che con la rete In Difesa Di vorranno imprimere una svolta nelle politiche sui diritti umani in Italia, in collaborazione con il CIDU, il MAECI – Ministero Affari Esteri Esteri e Cooperazione Internazionale.

Per condividere tale percorso Yaku invita le organizzazioni locali trentine, le associazioni di volontariato e cooperazione internazionale interessate, ad una tavola rotonda  il 24 novembre alle ore 17.00 – sempre presso il Centro per la Cooperazione Internazionale vicolo San Marco 1 –  per conoscere la rete In Difesa Di e a ragionare, tra gli altri, con il suo portavoce, Francesco Martone su shelter townshrinking space , ovvero le due dimensioni di riflessione che con la rete – le città rifugio e la criminalizzazione delle ong e il relativo restringimento degli spazi di discussione e azione – stiamo costruendo a livello nazionale ed internazionale.

Per questo saremo in piazza con il movimento “Non una di meno” il prossimo 25 novembre



Event Details

  • Location Piazza del Municipio, 13
    Tenna, 38050 Italia
  • Date 24 novembre 2017 - 24 novembre 2017
  • Time 12:00 am - 11:59 pm