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.: ARCHIVIO NEWS :.
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Il prete con la motocicletta
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In Colombia guerra, acqua, giustizia, pace
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Francesca Caprini per Questotrentino
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14/01
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“A-Ha”. Risponde sempre così padre Henry, quando deve dire di no. “A – ha”, con una cantilena nasale che è uno spasso, una delle tante cose divertenti di questo uomo molto allegro.
Ha 36 anni e da quasi un decennio sta a Medellin del Ariari, in Colombia, con la sua missione. Fa parte dell’ordine dei Clarettiani, ed è membro della Commissione Interecclesiastica di Justicia y Paz.
Justicia y Paz, da vent’anni e oltre lotta per la difesa dei diritti umani. Henry Ramirez Soler – Padre Henry - vi si è avvicinato fin dall’inizio. “Questo mi permette di coniugare la fede e la politica, che non devono stare disgiunte, non qui, non in Colombia”. I Clarettiani d’altronde, sono stati fra gli ordini che hanno fondato, nell’89, la Commissione.
Medellin del Ariari è una buona fotografia della Colombia. E’ bella, è povera, è un puntino in mezzo alla cartina di un paese immenso. E’ braccata dal paramilitarismo e stritolata dalle multinazionali, in particolare le nuove regine della devastazione e della violenza, le industrie minerarie. E’ coraggiosa.
Camminando per questo paesino dal nome altisonante – uguale a quello della grande ed elegante città di Antioquia, nell’Occidente del Paese, nota per il cartello della droga che faceva capo a Pablo Escobar e per i tanti centri commerciali – ci sono i pancartas con le fotografie piccole e bianconere. Sono dei cartelloni appesi alle pareti delle case, della chiesa, di alcune tiendas, i piccoli negozi che vendono tutto. Riproducono, questi posters, la mappa della regione. Che è disegnata a vivaci colori, i quali contrastano con le fotografie grigie di tante facce stampate a gruppi. Sono come tante fototessere. Grandi frecce gialle indicano una o l’altra zona della regione. Sono le ultime fosse comuni trovate. Decine di uomini e donne, quasi tutti giovani, ancora ragazzi. Morti ammazzati che hanno un nome ma che nessuna famiglia ha reclamato. E allora si fanno i cartelloni nella speranza che qualcuno li riconosca. Campeggiano in mezzo ad una quotidianità abituata alla morte, ma tenacemente proiettata alla vita. Contrasti tipici della Colombia, che pulsa, balla e urla di disperazione, tutto insieme, sempre.
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Beni comuni: una sola lotta
Martedì 31 gennaio alle ore 20,00 presso la Sala di Rappresentanza della Regione in Piazza Dante 15
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redazione |
27/01
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“Beni comuni: una sola lotta”. Ospite d’eccezione Alberto Lucarelli, docente di diritto pubblico all'Università di Napoli Federico II, assessore del comune di Napoli ai beni comuni, componente della Commissione Rodotà per la riforma del regime civilistico della proprietà pubblica e per la difesa dei beni comuni, redattore dei quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua. Parteciperanno anche Marco Benvenuti, vicesindaco di Tassullo, e la presenza della Azienda Speciale di Tione.
Alberto Lucarelli presenterà inoltre il suo ultimo libro “Beni Comuni. Dalla teoria all'azione politica” [Dissensi editore] presso l’Università di Sociologia ore 10.30 mercoledì 1 febbraio.
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Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia
Appello del Forum italiano dei movimenti per l'acqua per difendere l'esito referendario di giugno contro il decreto del Governo Monti
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14/01
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Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.
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Conferenza stampa a Barcellona dei movimenti in difesa dell'acqua riuniti per il FAME 2012
Verso il Forum Alternativo dell'acqua di Marsiglia, appello internazionale per dire basta all'economia che asseta
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10/01
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“Il 12 e 13 giugno in Italia 27 milioni di cittadini in Italia hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua. Oggi nel nostro Paese viviamo una situazione di illegalità. Per questo il 26 novembre scorso, con una grande manifestazione a Roma, il popolo dell’acqua ha rilanciato, presentando la campagna di Obbedienza Civile: ora in ogni territorio in Italia, gruppi di lavoro del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sono al lavoro per applicare la legge espressa dal referéndum Acqua Bene Comune. Per rispettare il voto popolare, per non piegarci al volere della Banca Europea, che il nostro governo ritiene più importante di quello della sua gente”.
Così ieri la testimonianza italiana alla conferenza stampa indetta dai rappresentanti europei ed extraeuropei, riuniti a Barcellona per le riunioni previe del FAME, il Forum Alternativo dell’Acqua, che si terrà a Marsiglia dal 14 al 17 marzo prossimi. In contrasto con il VI Forum Mondiale dell'Acqua (FMA) promosso dal Consiglio Mondiale dell'Acqua.
Sotto il símbolo della privatizzazione dell’acqua per eccellenza, la torre AGBAR nel centro della città, sede della multinazionale SUEZ, rappresentanti di Italia, Grecia, Spagna, Messico, Filippine, India, Uruguay, a nome dei movimenti di tutto il mondo, hanno lanciato il messaggio comune in difesa dell’acqua come fonte di vita e contro le politiche economiche europee e mondiali che in ogni paese assetano e umiliano le popolazioni.
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Verso il FAME 2012
A Barcellona dal 7 al 9 gennaio i lavori di preparazione del Forum Alternativo dell'Acqua di Marsiglia
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07/01
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Yaku assieme al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta partecipando a Barcellona (fino al 9 gennaio) ai lavori di preparazione del FAME, assieme ai movimenti e alle organizzazioni di tutta Europa e del Mondo.
Il Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua (FAME or Forum Alternatif Mondial de l’Eau) si terrà a Marsiglia, Francia, dal 14 al 17 Marzo 2012. Questo evento è organizzato in collaborazione con associazioni e movimenti, sindacati, ONG, cittadini e rappresentanti eletti provenienti da tutto il mondo.
Un forum per l’attivismo e la solidarietà
Il Forum sarà un punto di incontro per tutti coloro che lottano per l’acqua: contro l’appropriazione di terre e risorse idriche, contro la produzione di gas scisto, che inquina le falde acquifere e i fiumi, contro la privatizzazione dell’acqua da parte delle multinazionali più o meno in tutto il mondo…
Il Forum sarà un’occasione per guardare all’Africa e al Mediterraneo, ed incontrare nuovamente le associazioni rurali e femminili che hanno partecipato al Forum Sociale Mondiale a Dakar.
Un forum per condividere esperienze ed alternative
Il forum si concentrerà in particolare sui seguenti argomenti: la mobilitazione di movimenti cittadini e associazioni della società civile intorno al Lago Nakoué nel Benin, con il sostegno di Emmaus International; la rimunicipalizzazione dell’acqua a Parigi, l’espansione dei partenariati pubblico-pubblico, le proposte pratiche per garantire l’accesso all’acqua e la sicurezza alimentare delle popolazioni rurali. Vi saranno numerose testimonianze dirette da parte di associazioni, esperti, e rappresentanti eletti provenienti da tutto il mondo.
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Ultimo aggiornamento
27.1.2012 ore 17.13
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