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.: ARCHIVIO NEWS :.
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NEWSLETTER |
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20 MARZO 2010: manifestazione nazionale a Roma
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Per la ripubblicizzazione dell'acqua, la tutela dei beni, la democrazia
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Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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04/02
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Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari,l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15- decreto Ronchi).Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo.
Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”. Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone.La perdurante crisi economica, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita. Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità.Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.
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“Adesso basta sull’acqua decidiamo noi”
Un referendum ed una grande manifestazione: per riprendersi in mano il presente ed il futuro.
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Francesca Caprini per Left |
04/02
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“Adesso basta sull’acqua decidiamo noi”. La società civile italiana non solo non sta zitta, ma si organizza e crea un fronte d’opposizione coeso, allargato, e davvero determinato. Stiamo parlando della privatizzazione della gestione delle acque nazionali, approvata – ma si potrebbe dire imposta, visto il ricorso al voto di fiducia - attraverso il decreto legge 135/09 Ronchi il 19 novembre scorso, nello stupore e nello sdegno della gente e dei movimenti non solo italiani, ma europei e latinoamericani. Una indignazione forte e trasversale – movimenti, associazioni cattoliche, singoli intellettuali e sindacati, partito d’opposizione e organizzazioni dei consumatori hanno messo da parte protagonismi e storiche differenze politiche per dire no all’acqua come merce – che nell’arco di alcuni mesi ha disegnato un percorso a tappe che prevede una manifestazione nazionale a Roma – il prossimo 20 marzo – ed un referendum abrogativo.
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Il Dal Molin fa acqua da tutte le parti
La falda danneggiata dai lavori.E tutto viene tenuto segreto
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Comitato No dal Molin |
04/02
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Il cantiere per la costruzione della nuova base statunitense al Dal Molin è un pugno nello stomaco del territorio vicentino, una ferita aperta che nulla ha a che vedere con la tutela della falda e con l’ecocompatibilità del progetto sbandierata dal commissario Costa.Pubblicate le foto, dopo averle consegnate al sindaco, che dimostrano ciò che i vicentini non devono vedere – nemmeno il sindaco, al quale alcuni mesi fa è stato sbattuto il cancello in faccia: un disastro, il Dal Molin è un acquitrino.
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UNA CORAGGIOSA DECISIONE DI OSCAR OLIVERA LEADER DELLA GUERRA DELL’ACQUA
Sconfisse il sistema e ora rinuncia per convocarci a vincerlo
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01/02
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"Fratelli e sorelle tutti e tutte:
Sono trascorsi 14 anni e trentatre giorni giorni da quando decisi personalmente, contando sull’appoggio delle basi operaie cui appartengo, di assumere l’incarico di diventare il principale portavoce degli operai e delle operaie di Cochabamba e il 9 dicembre 1955 uscii dai laboratori della fabbrica Manaco. Il 12 gennaio 1944 nasceva nelle viscere della fabbrica Manaco il glorioso e combattivo Sindacato Manaco al quale mi onoro di appartenere da oltre 31 anni allorché entrai come aiutante del maestro lattoniere Sinforiano Montaño, il 4 settembre 1978. Il 12 gennaio del 2000 l’impresa Manaco decise di licenziare 60 operai, la maggioranza veterani, a causa di problemi finanziari."
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Bolivia: governo in rosa
Metà del nuovo governo è donna. Promessa mantenuta, ma la strada è ancora lunga
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redazione |
24/01
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Il Governo boliviano, che il 23 gennaio ha dato inizio ufficialmente al secondo mandato del governo Evo Morales, ha mantenuto uno degli accordi significativi della Nuova Costituzione di Stato: l’equità di genere. El mandatario, il presidente della repubblica Evo Morales, ha modificato il 65% per cento del gabinetto ministeriale, portando a 10 le donne ministro. Tante, quanti gli uomini.
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Ultimo aggiornamento
8.2.2010 ore 18.8
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