e a sostegno della Flotilla: presidio in piazza Capranica. La protesta e la fiaccolata, giovedì alle 18, dei No Kings, associazioni, reti sociali per contestare le nuove norme e contro il governo Meloni “complice della furia bellicista di Donald Trump e del genocidio in Palestina”.
A Roma nuova mobilitazione contro il secondo Decreto Sicurezza annunciato dal governo guidato da Giorgia Meloni. L’appuntamento è giovedì 23 aprile in Piazza Capranica, dove a partire dalle ore 18.00 si terrà un presidio, seguito alle 20.30 da una fiaccolata nel centro della città. L’iniziativa rientra in una più ampia mobilitazione nazionale promossa dal movimento No Kings, da associazioni, realtà sociali e collettivi e che contestano l’impianto del provvedimento, giudicato dagli organizzatori come una “forzatura istituzionale e un ulteriore passo verso una limitazione delle libertà civili e politiche”.
Secondo i promotori, il nuovo Decreto Sicurezza si inserisce in una linea di continuità con precedenti interventi normativi che puntano a rafforzare strumenti repressivi, introducendo nuovi reati e inasprendo le sanzioni, con un impatto diretto sulle persone migranti, sui soggetti in condizioni di povertà e sulle forme di dissenso sociale. Una traiettoria che, sostengono, rischia di criminalizzare il conflitto sociale e di colpire pratiche di protesta e solidarietà.
I promotori sottolineato come, a fronte di criticità strutturali che riguardano sanità, salari, scuola e diritto alla casa, l’azione del governo continui a concentrarsi su misure di ordine pubblico e controllo, considerate inefficaci rispetto ai problemi sociali e potenzialmente dannose per i diritti fondamentali. “Scendiamo in piazza per un NO al Dl Sicurezza e contro il governo complice della furia bellicista di Donald Trump e del genocidio in Palestina, mentre ci prepariamo ad accompagnare da terra il viaggio della Flotilla rivolta verso Gaza”.
Il presidio di Piazza Capranica si inserisce inoltre in un calendario di mobilitazioni più ampio che guarda alle prossime settimane e, simbolicamente, anticipa le celebrazioni del 25 aprile, giornata della Liberazione. «Quest’anno il 25 aprile inizia prima» è uno degli slogan rilanciati, a indicare una volontà di collegare le proteste attuali a una memoria antifascista letta come difesa attiva della democrazia e delle libertà.

