AUDIOGRAFIE – Silence is not an option

il: 20 Ottobre 2025

A Trento il primo festival del suono militante, il 25 ottobre ad Harpo Lab

Mercoledì 22 ottobre alle ore 10.30 si terrà la conferenza stampa

di presentazione del Festival Audiografie  presso la Sala Cinema di Harpo Lab,

in PIazza Garzetti a Trento


Il suono che parla dentro il non suono, lo spazio dell’ascolto verso chi non ha voce, il suono come scrittura, che ‘costruisce immagini acustiche,  modellandole’; il suono come spazio di resistenza e di libertà, non ancora completamente colonizzato dall’economia dell’attenzione: ecco Audiografie, il primo festival in Trentino dedicato al sonoro, che sarà a Trento il prossimo 25 ottobre negli spazi di Harpo Lab in Piazza Garzetti a Trento. 


Una giornata intera fitta di eventi sonori – dalle 9.30 alle 24.00 e oltre – con performance dal vivo, podcast del territorio, nazionali ed internazionali, talk con professioniste/i che da anni si occupano di radio, di storie raccontate e di musica. E poi installazioni, tavole rotonde, incontri, scuola.

Audiografie prende posizione, perché il silenzio non è un’opzione.

i LIVE

Audiografie è il luogo dove le proposte di giovani artistɘ trentinɘ che fra musica, sperimentazioni e “contro – intuizioni”, ci portano dentro l’universo dei nuovi linguaggi che stanno fiorendo attorno a noi: 4 artisti,4 esperienze, 4 universi paralleli che s’incrociano e ci portano a spasso nel tempo e nello spazio: ci sarà Simone Gottardi, musicista sperimentale di base a Torino: fondatore dell’etichetta NxS e del progetto curatoriale “Neanche Per Sogno”, usa lo pseudonimo Martenot per esplorare un linguaggio minimalista e computer-based. Per Audiografie presenterà LONG LIVE THE VORTEX!, una composizione elettroacustica formata da cinque movimenti, concepita in multicanale a partire dall’identificazione del vortice come entità. 

Ardo, che suona in gruppi punk e organizza concerti DIY da quando è ragazzino. Da qualche anno fa suoni devianti con dispositivi usati in modo improprio, da solo e con vari altri progetti. Fa parte del collettivo Trigger, di base in Trentino e la sua performance ad Audiografie si intitola “SSHHIITTNNOOSSTTAARRSS”: feedback ingovernabile, segnali spezzati, amplificare gli scarti, inefficienza. 

E poi Kandeesha (Ibtissam Lefrouni): DJ producer e attivista, vive tra Trento e Berlino. Bloccata fra confini e nostalgia, ha trovato casa nella musica. I suoi set sono un mix “seconda generazione” di musica elettronica del Nord Africa e del Medio Oriente. Il suo progetto, “Amore mio, fra te e me hanno messo i confini”, è una performance e un viaggio musicale incentrato sulla ghorba. La ghorba è la condizione esistenziale, nostalgica e di spaesamento, di chi migra dal sud al nord del mondo. Le voci arabe e nordafricane trasformano questa condizione in suono e resistenza.

Infine la sperimentazione di Arsider  con “Sei in onda” (impro-tech jazz / hypersampling / memetica): “In un’epoca in cui non si cade più in errore ma solo in standard, la radio si è trasformata in puro dispositivo di assenza”. Dal 2014 baluardo dell’etere antagonista italiano ed europeo e ha trasmesso i suoi segnali dai palchi dei festival alle prime linee delle proteste di strada, dalle riunioni clandestine, ai circuiti radiofonici piu patinati. Senza “confini certi”, Arsider approda ad Audiografie e ne invade lo spazio acustico “producendo un codice virale alterato che sgretola la realtà pezzo per pezzo”. 


Per tutto il giorno si alterneranno, con un ritmo incessante, i diversi punti di vista (e di udito)  su alcuni macrotemi che saranno i perni  della prima edizione del festival Audiografie, dare voce a chi non ha voce: 

la guerra, il carcere, i migranti, la scuola, la Natura come soggetto avente diritto


INSTALLAZIONI

A partire dall’installazione “Silence is not an option – Sounds and voices from Gaza” di Mohammad Yaghi (Gaza Sound Man) un sound engineer che vive a Gaza e che nel periodo tra luglio ed ottobre 2025 ha continuato a registrare i suoni del genocidio. I suoi suoni sono stati raccolti in questa installazione, insieme ai messaggi vocali di Mohammed. L’altra magica installazione sarà “L’estate del Lares” di Ghisu, Collizzoli e Lapiana: il canto dei ghiacci , da ascoltare in cuffia, in spirituale silenzio.

REGISTRO PRESENZE

Si occupa invece di scuola: con la Tavola Rotonda “Sentire la scuola”, che apre un varco in un luogo troppo poco raccontato, la scuola e le sue problematiche, con la voce dei giovani studenti e studentesse: insieme ai ragazzi dell’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo ed ai professori, un confronto dal titolo “Registro presenze”. 

Gli studentɘ presenteranno “Lasagne Bruciate”, il podcast creato dalla classe Prima Los4 dell’Istituto Martino Martini, insieme a Gianluca Taraborelli, che coordinerà anche la tavola rotonda.

Segue una prima territoriale d’eccezione: il giornalista e documentarista audio Andrea Cocco presenta La scuola in Spalla, per RaiPlaySound

Autore di documentari e reportage per la Radio pubblica svizzera (RSI) e per la RAI, Andrea Cocco promuove laboratori di creazione sonora nelle scuole elementari, nelle carceri, all’università e in diverse altre realtà. Fondatore del progetto Ilde Sonora, utilizza la creazione audio come uno spazio partecipativo in cui le parole, i suoni e le invenzioni si intrecciano in un tessuto comune con l ‘obiettivo di far emergere voci e doti creative. Ha fatto parte dell’agenzia radiofonica AMISnet prendendo parte a molti progetti per la creazione e il rafforzamento di radio indipendenti in varie paesi africani. 

La scuola in spalla parla del lungo viaggio di un gruppo di studenti per l’Italia, mentre la scuola non è dietro ai banchi, ma sulla strada: “durante il viaggio l’apprendimento avviene attraverso l’esperienza diretta e la pratica, con la possibilità di vivere, oltre alle materie scolastiche, anche l’educazione all’essenzialità, alla fraternità, alla solidarietà e al pensiero ecologico”. E Cocco ce lo racconta. 


TRINCEE

Alterna lati intimi e voci lontane: da “Balbetto con disinvoltura” di Michele Anesi a “Cose di fronte” con Martina Melilli e Botafuego,  a “Il canto della Madre Terra” di Francesca Caprini: ascolto di brani di podcast e confronto con autori ed autrici. 

Audiografie parla di guerra, carceri, Natura e scuola e non dimentica i migranti: “Nessuno mette i propri figli su una barca,  a meno che non sia più sicura della terra”. La frase della poetessa poeta kenyota Warsan Shire per definire l’indefinibile, ovvero lo strazio delle migrazioni: ancora il giornalista Andrea Cocco con “Cronaca di un naufragio annunciato” , che ha vinto il Premio Carla Augustoni e racconta della tragedia dell’11 ottobre 2013, quando morirono in un peschereccio affondato nelle acque di Lampedusa, più di 400 persone. Mentre il giornalista radiofonico Mattia Pelli, presenta Canti Migranti, per gentile concessione di RSI – Radio Svizzera 


Il Carcere , con Carbonio – dei giornalisti bolognesi di IrpiMedia Laura Pasotti e Gabriele Morelli – e Marta Marchi di HarpoLab

STETOSCOPI

ascolta i territori: alla fine di (quasi) tutto, ci troviamo per parlare del Trentino, di quali prospettive e strumenti, attorno alla produzione sonora del nostro territorio: con Davide Ondertoller, Martina Melilli, Caterina Moser con Condominio 101, SanbaRadio, Marta Marchi, Lele Lapiana, Michele Anesi, Luca Vettori, perchè la nostra è anche resistenza, e vogliamo sapere dove stiamo andando.

Le collaborazioni poi sono di rilievo: con Rai Tre, RaiPlaySound, IrpiMedia e la RSI Radiotelevisione svizzera; ma anche con Finisterrae Teatri, SanBaRdio e lo stesso HarpoLab che ci ospita.


Con Lanterne per Lucciole e Yaku, sostenuto da Caritro e la collaborazione di Johnny Mox, Audiografie vi aspetta il 25 ottobre per fare qualcosa di diverso: ascoltare. 

Perchè the silence is not an option.

info: insta_audio.grafie fb_audiografie  audiografiefestival@gmail.com

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